UN BALLO IN MASCHERA

La rivincita della tradizione

Recensione:

Un ballo in maschera così come lo aveva pensato Verdi”, ecco il commento più frequente che si udiva pronunciare nel foyer del Teatro Municipale di Piacenza: un commento che divideva il pubblico, come sempre accade in questi casi, fra detrattori (pochi a dire il vero) e sostenitori dell’operazione. Quello pensato da Leo Nucci è in effetti uno spettacolo che ha come intenzione primaria di attenersi strettamente al libretto verdiano, senza rivisitazioni di sorta, riuscendo in questa operazione di recupero senza cadere nel mero archeologismo, ma risolvendo il tutto con un’innegabile eleganza che ogni cosa pervade e sfruttando appieno una sapienza regista che si mostra evidente nella cura del dettaglio, anche minimale, oltre che del gesto, il quale viene sempre letto come dato significativo rivelatore di un modo di essere del personaggio. In poche parole, dunque, una operazione efficace che rivela in tutto il suo essere la straordinaria esperienza di palcoscenico del suo ideatore che traspare con garbo in ogni dove.

Di sicuro effetto e di grande bellezza le scene pensate da Carlo Centolavigna, il quale fa dell’uso del legno un suo carattere distintivo. Sfruttando proprio la presenza di una pedana lignea rialzata di tre gradini, che funge da pavimentazione, vengono ricostruiti i vari ambienti richiesti dal plot: eleganti fondali in boiserie, colonne e scalinate in legno contribuiscono a ricreare tutti gli interni signorili; assi ampiamente fessurate e in male arnese, invece, vengono utilizzate per realizzare la cupa ambientazione dell’antro di Ulrica dove, all’attenzione della maga, viene portata una donna in preda a convulsioni. Di grande impatto anche l’orrido campo in cui la pedana viene questa volta ricoperta da un telo di colore grigio cangiate, corredato qua e là da rocce e arbusti; sul fondo svetta una forca, alla quale inizialmente è legato il corpo di un uomo di colore, a ricordare le violenze subite dalle etnie provenienti dall’Africa nella Boston del XVII secolo. Di ottimo taglio e fattura i costumi realizzati da Artemio Cabassi, tutti rigorosamente cuciti seguendo la moda di metà Seicento, e che ben caratterizzano le varie categorie di personaggi, ivi compresa una serie di cicisbei che anima non poco le scene di massa.

Vincenzo Costanzo è un Riccardo dal bel timbro e dalla potenza adeguata, che rivela però qualche debolezza nei centri e alcuni problemi nella zona di passaggio di registro. Voce importante  e piglio deciso, invece, per l’Amelia di Susanna Branchini che si mostra straordinariamente solida in acuto ed estremamente coinvolgente nel realizzare una interpretazione ricca di pathos del proprio personaggio. Voce bella, nonostante qualche vibrato di troppo, emissione ben controllata e fraseggio curato per il Renato di Mansoo Kim che ben si destreggia anche sul palcoscenico. L’Ulrica di Ekaterina Chekmareva non spicca forse per gravità di timbro ma l’intonazione è sicura e il personaggio tutto sommato ben tratteggiato. Voce chiara e squillante per l’ottimo Oscar di Natalia Labourdette. Fra i comprimari spicca per profondità di voce e ricchezza di armonici il Tom di Cristian Saitta. Molto buoni anche gli altri ruoli di contorno: il Silvano di Giovanni Tiralongo, il Samuel di Mariano Buccino, il Giudice di Raffaele Feo.

Bravo Donato Renzetti che si è cimentato nella direzione dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini dosando perfettamente tempi, ora più lenti ora più concitati, e sonorità, così da sottolineare con cura sia i momenti di maggior impeto sia quelli caratterizzati da uno spiccato ripiegamento lirico, non tralasciando mai di gettare un occhio attento al palcoscenico. Molto buona, in particolare per quanto concerne le voci maschili, la prova del Coro del Teatro Municipale di Piacenza, ben preparato da Corrado Casati.

Lunghissimi applausi e grande successo di pubblico per uno spettacolo che, nonostante lievi difetti, si mostra di sicuro impatto ed efficacia e che traluce con evidenza la grande cura che tutte le sue componenti vi hanno prestato.

 

Visto il 09/10/2016
al teatro Municipale di Piacenza (PC)

Un ballo in maschera
Lirica
Informazioni principali
Regia
Leo Nucci
Protagonista
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Francesco Rapaccioni

  EX-REDATTORE di MACERATA

Francesco ha tre manie che rasentano la compulsività: viaggi , teatro e libri. Visto così, non si direbbe che da vent'anni è uno stimatissimo giorn...

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