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Materia e metafisica: le oscillazioni dell'altalena di Lunari

Recensione:
Materia e metafisica: le oscillazioni dell'altalena di Lunari

Riadattamento "al femminile" dell'opera omonima di Luigi Lunari: un'imprenditrice, una generalessa dell'esercito e una docente d'italiano si ritrovano nello stesso luogo per ragioni diverse credendo di trovarsi nei luoghi dei rispettivi appuntamenti, e saranno costretti a rimanervi a causa di un'esercitazione anti-inquinamento che li blocca per la notte.
La stranezza del caso porterà, così, le tre protagoniste a riflettere su se stesse e sul mondo ultraterreno. Tre sull'altalena, uno spettacolo che tra ironia e riflessione mette in scena il punto di contatto tra il piano materiale e quello metafisico dell'esistenza.

Il senso dell'attesa

Divenuta in breve tempo pietra miliare del teatro contemporaneo, l'opera di Lunari è riproposta da Negri attraverso alcune alterazioni del testo originale che lasciano pressoché immutato l'assetto complessivo. Oltre la riduzione da due ad un unico atto, Negri immagina la vicenda vissuta da un punto di vista femminile. Infatti, in luogo di un commendatore, un generale e un professore, il riadattamento di Negri vede protagoniste un'imprenditrice, una generalessa e una docente di lettere.
La mutazione della prospettiva mantiene, comunque, inalterato il ritmo incalzante e la carica ironica delle battute in una recitazione che procede dall'indefinito al definito.

Quella che si prospetta alla vista dello spettatore è una situazione di attesa. Le tre protagoniste, trovandosi in uno stesso luogo per motivi diversi e credendo che quel luogo rifletta l'ubicazione dei rispettivi appuntamenti (segreteria politica, ufficio d'affari, casa editrice), tenteranno di scoprire il reale motivo della loro strana convocazione in un luogo tanto strano e insolito (perfettamente reso dalle scenografie rappresentanti un anonimo salotto) dal quale non è possibile andare via a causa di un'esercitazione anti-inquinamento che le costringe a trascorrere lì la note.

Le oscillazioni della vita

Durante i tentativi delle rispettive protagoniste di comprendere ciò che è loro accaduto secondo le rispettive logiche di pensiero emerge quella stratificazione sociale che caratterizza a più riprese la realtà. La giovane imprenditrice tenta inutilmente di mantenere il controllo di una situazione che non riesce a comprendere (provocandosi panico inconsulto); la generalessa sfrutta il suo sangue freddo per darsi spiegazioni che si rivelano semplici congetture; la docente tenta di spiegare il tutto mediane la logica e la filosofia, costrette a cadere di fronte l'assurdo. Ecco che in questo senso prende forma quella "altalena" presente nel titolo, che sembra rappresentare le oscillazioni di un relativismo umano che non sa far fronte a un contesto inafferrabile e, come nel caso della commedia, apparentemente inspiegabile.

Da Beckett a Fo

Il senso dell'attesa raggiunge il suo apice con l'ipotesi che la camera dove esse si trovano possa essere un'anticamera per l'Aldilà viste varie strane occorrenze e l'improvvisa entrata in scena dell'uomo delle pulizie che, attraverso un linguaggio ambiguo, instilla ancor più il dubbio e il timore (di Dio) nella mente delle tre donne. Un finale aperto, dunque, che inscrive l'opera in un solco a metà tra l'assurdo e il metafisico alla maniera di Samuel Beckett, tra il comico e la satira sociale alla maniera di Dario Fo. La rilettura in chiave femminile di Tre sull'altalena non muta l'impostazione originale dell'opera, mantenendo, in fine, il senso primario e primitivo dell'opera di Lunari.

 

Visto il 12/11/2017

Salvatore Di Marzo

  Redattore

Nato e laureato a Napoli, Salvatore Di Marzo collabora a diverse testate giornalistiche e progetti culturali universitari con articoli e recensioni.&n...

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