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TOILET

Toilet: la tragicommedia dell’animale sociale

Recensione:
Gabriele Pignotta

Ridere della casualità della vita non è semplice, specie se questo deve tradursi in una pièce teatrale originale. Riesce nell’intento Gabriele Pignotta con lo spettacolo Toilet, scritto e interpretato dallo stesso attore. Una tragicommedia pop dalle sfumature malinconiche per ridere dell’uomo e della società.

Schiavo senza catene

L’uomo ha perso la condizione di essere vivente libero. È schiavo senza catene, suddito di padroni che rispondono ai nomi di consumismo e tecnologia. Anche il protagonista Flavio Bretagna riversa in questa condizione prima di vivere l’avventura (o l’incubo) più grande della sua vita. Responsabile d’azienda dedito al lavoro, Flavio sta guidando e risponde a mille telefonate. Necessita di una pausa e prende una deviazione. Sempre al telefono, entra nel bagno di un Autogrill, quando all’improvviso la porta si blocca.

Animale in gabbia

Inizia così un bizzarro ‘one man dramedy’ a metà strada tra la versione comica del film Cast Away o di Black Mirror. Bretagna, isolato da resto del mondo, inventerà buffe strategie per rimanere lucido e poter uscire. Il cellulare, elemento necessario della sua vita, diventa inutile strumento d’emergenza. Il GPS non funziona, non è localizzato e non può comunicare la sua posizione perché, distratto dalle telefonate, non ha memorizzato la strada.

Si susseguono velocemente una serie di ironiche trovate che lasciano presto spazio a qualcosa di più profondo. Poco alla volta, infatti, l’attore accompagna il pubblico in varie fasi dello spettacolo. Istrionico, rende tutto molto divertente per poi infondere uno strano stato di agitazione.

La natura addomesticata dell’uomo

Il testo di Pignotta narra anche tristi sfumature dell’uomo, come la disperata corsa verso il successo e la perdita dei valori della vita. Quando Bretagna si ritrova da solo con la sua persona, inizia davvero a percepire se stesso come un animale sociale schiavo del lavoro che ha trascurato le cose davvero importanti: amore, famiglia, amici. È il paradosso della vita che ci obbliga dentro gabbie dorate e Pignotta lo racconta bene.

Il palco si fa trappola, l’attore suda, urla e chiede aiuto. Come un animale in gabbia si scontra con l’ambiente, una riproduzione fedele di uno squallido bagno da Autogrill con tanto di scritte sui muri, specchio sudicio, spazzoloni, dispenser per sapone e asciugatore automatico.

Costretto con se stesso, l’uomo d’azienda cede alla normalità dell’individuo libero dagli schemi sociali che dà ascolto agli istinti, alla fame, alla sete, al bisogno del contatto umano svincolato dalle forme tecnologiche. Ma è solo una breve parentesi. Presto la natura addomesticata dell’animale sociale si ripresenta e quando la fine della strana prigionia sembra essere vicina, Bretagna prende una decisione inaspettata che supera le logiche della vita umana per rispondere al richiamo del dio denaro.

 

Visto il 12/04/2019
al teatro Sette di Roma (RM)

Toilet
Prosa
Informazioni principali
Regia
Gabriele Pignotta
Protagonista
Gabriele Pignotta

Marilisa Pendino

  Redattore

Laureata in Informazione, Media e Pubblicità all’Università “Carlo Bo” di Urbino e diplomata in critica giornalistica per lo spettacolo presso...

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