TEMPI MATURI

Pedalare sul palco per cercare risposte

Recensione:

Vivere in bicicletta, celermente, mentre tre rulli girano, con l'obiettivo di far vedere come mantenere l'equilibrio in scena, nello sport e nella vita: il nostro eroe per una sera e per un'ora è l'intenso (e allenato) Emanuele Arrigazzi. Il tutto senza sosta, senza la possibilità di fermarsi. Pena: la caduta. A teatro e nel quotidiano, in cui senza sosta si è costretti alla scelta tra perdere con le proprie forze o vincere con l'inganno.

La vita... in sella
Arrigazzi ci racconta la morte del padre e la nascita del figlio, due eventi contrapposti e collegati dalla continua, faticosa, inarrestabile pedalata sulla bicicletta sulla quale, per l'intero spettacolo, l'attore si mantiene in equilibrio, mentre tre rulli posti sotto le ruote lo costringono a un continuo sforzo per non cadere. Ci parla, in questo modo, di un paese che ha avuto nel ciclismo, come nel calcio, il proprio diario. 

Da Coppi ai giorni nostri
Dai tempi del Fausto nazionale e del cieco Cavanna, fino ai giorni nostri: erano gli anni in cui l'Italia era una repubblica fondata sul ciclismo e sui polpacci di Gino Bartali, capace di fermare una guerra civile con le sue fughe in terra di Francia mentre il grande Torino tragicamente diventava leggenda. Ne esce un ritratto nostalgico e amaro di un'Italia che lentamente ha abbandonato quel tipo di sport per un tipo di sport diverso. E quindi addio a tante cose: l'abbraccio tra il primo e il secondo al traguardo, quando si era sì rivali, ma fratelli nella fatica comune. Senza più limiti, senza una cartina su cui orientarsi, nascita, vita, lavoro e morte assumono il contorno di una corsa fine a se stessa.  E nello sport, nella vita, nel teatro, lo spettacolo deve continuare. 

La metafora sportiva
Tempi Maturi è lo spettacolo per chi si concentra sul viaggio, e non sulla meta. E' lo spettacolo per chi non vuole aiuti: di chi ad un certo punto, continuando a pedalare, decide che l'obiettivo non è più il traguardo, ma assaporare la fatica di ogni singolo chilometro, conquistato senza scorciatoie. Di chi sceglie la fatica di vivere senza tradire se stesso, sapendo che non ci sarà il premio finale. Il vincitore sarà premiato, ma la sua sarà una vittoria senza sorrisi, perché dall'alto del podio, al momento dell'inno, guarderà tra la gente, in basso, l'avversario sconfitto, ignorato da tutti e dimenticato. E lo invidierà. 

Da vedere.

 

 

Visto il 05/05/2017
al teatro Alta Luce Teatro di Milano (MI)

Tempi maturi
Prosa
Informazioni principali
Regia
Emanuele Arrigazzi, Fabrizio Visconti
Protagonista
Emanuele Arrigazzi

Federico Serretta

  Redattore

"La vita la si vive o la si scrive" recitava Luigi Pirandello, circa un secolo fa. Il teatro è forse l'unico luogo in cui sia concesso fare...

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