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Chi è più contemporaneo? I madrigali di Claudio Monteverdi e Claudio Ambrosini al Cantiere 2019

Recensione:
Chi è più contemporaneo? I madrigali di Claudio Monteverdi e Claudio Ambrosini al Cantiere 2019
© Cantiere d'Arte

La contemporaneità di Claudio Ambrosini, e la classicità sempre attuale di Claudio Monteverdi, insieme in azione al Teatro Poliziano di Montepulciano per il 44° Cantiere d'Arte. Due lavori intorno allo stesso tema, tratto dalla Gerusalemme liberata del Tasso: la tragica fine della musulmana Clorinda, uccisa in duello da Tancredi poiché un'armatura ne celava le sembianze.

Quattro secoli di distanza passano dal 1624 ai giorni nostri, eppure Ambrosini con il suo Tancredi appresso il combattimento è riuscito nella non facile impresa di accostarsi, confrontarsi ed adeguarsi al recitar cantando del madrigale drammatico monteverdiano Combatimento di Tancredi et Clorinda, recuperando echi di sonorità antiche senza per questo deviare dal suo consueto stile. Un lavoro senz'altro ammirevole.

Amore, diversità, morte

Orazi e Curiazi (1996) di Giorgio Battistelli, formando un trittico intitolato Combattimenti. Ma questo più semplice accostamento sembra anche più drammaturgicamente consono, focalizzando la comune fonte tassesca. Meglio ancora, se la partitura antica precedesse quella moderna, dato che questa trasporta in musica il dolore del guerriero cristiano per non aver riconosciuto ed ucciso l'amata.

Musica antica e moderna

Esecuzioni di adeguato livello, affidate ad una selezione d'archi dell'orchestra giovanile del Royal Northern College of Music – da molti anni formazione in residence del Cantiere - e ad un manipolo di specialisti nostrani per il continuo e le percussioni. Concerta con sensibilità e considerevole finezza Roger Hamilton, che siede anche al cembalo. Per il Tancredi appresso il combattimento, tre interpreti di grande finezza: Ginevra Schiassi (Clorinda), Claudio Zazzaro (Tancredi), Christian Federici (il Testo). Al bravissimo baritono Alvaro Lozano il compito di dar unica voce ai personaggi di Monteverdi.

Regia scorrevole ed intensa

La riuscita mise en scéne di Matelda Capelletti stringe stretto il nodo della passioni intorno ai personaggi, rendendo sia l'acuto dolore, sia la fragilità umana dei due protagonisti. Opera sulla scarna ma efficace scenografia predisposta da Lorenzo Bergamini. I costumi sono di Massimo Poli, le luci di Gianni “Giaccio” Trabalzini.

 

Visto il 27/07/2019

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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