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SCINTILLE

Scintille: dramma ed epopea del lavoro

Recensione:

“New York, 25 marzo 1911, una grandine di lucide scintille”
La tragica morte nell’incendio nella Twc, dove lavoravano 600 giovani donne maltrattate e sfruttate, è il tema di “Scintille”.

Laura Curino racconta, nelle vesti di Caterina, immigrata madre di due giovani, Lucia e Rosa, un’epopea di emigrazione, di miseria e di lavoro faticoso e mal pagato in fabbrica.  La narrazione è postuma agli avvenimenti e si intervalla al piano temporale dei fatti stessi con i personaggi della vicenda, che prendono vita con la voce della protagonista che si modula in tonalità diverse. Caterina ha una voce matura e scura, Lucia, speranzosa in un futuro diverso e fiduciosa nell’opera del sindacato, parla con un tono limpido e ardente, Rosa, poco più che bambina, timida e insicura, ha un timbro rassegnato e privo di slanci.I tre personaggi rappresentano i diversi atteggiamenti delle donne sfruttate: l’incapacità di capire a causa dell’abitudine al sopruso e la coscienza che man mano prende piede.

La fabbrica è rievocata con macchine da cucire, tre tavoli da lavoro ricoperti da stoffa, da attrezzi da cucito e sormontati da tre intelaiature cui appendere le camicie. Le stesse intelaiature diventano, nel momento dell’incendio, le finestre dalle quali tante ragazze si butteranno dall’ottavo piano e si schianteranno al suolo, strappando i teli inutilmente stesi dai vigili del fuoco ("...un tonfo, un morto...").

La tragedia scoppia a causa del fuoco scaturito dalla scintilla di una lampada a gas, i 18 minuti di agonia durante i quali moriranno 146 operaie, sono narrati sempre a tre voci con l’alternanza ricordo - momento presente e la drammaticità è pulsante, viva e dolorosa. Gli attimi dell’incendio hanno un respiro epico, il sacrificio è preannunciato da denunce del sindacato e da proteste soffocate in un clima di terrore e di licenziamenti, in una fabbrica in cui le porte vengono chiuse dall’esterno per impedire l’uscita prima della fine del turno.

Caterina sopravvive alle sue figlie e ritorna a lavorare in fabbrica, dopo un risibile rimborso per danni e l’assoluzione dei proprietari della Twc. Non esiste giustizia, se non postuma, nel ricordo e nel processo, iniziato proprio dopo quel tragico 1911, di miglioramento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Uno spettacolo estremamente intenso e coinvolgente, interpretato dalla bravissima Laura Curino che accompagna lo spettatore in una realtà remota di fatica e di difficile integrazione in un’America che offriva agli emigrati il suo lato più crudele. La regia di Laura Sicignano è efficace e mette in luce l'aspetto tutto femminile della vicenda e la difficoltà particolare delle donne, segnate da un passato di obbedienza e docilità forzata, a comprendere, prima ancora che a rifiutare, i soprusi subiti. 

 

Visto il 10/05/2014
al teatro Sociale di Valenza (AL)

Scintille
Prosa
Informazioni principali
Regia
Laura Sicignano
Protagonista
Laura Curino

Roberto Mazzone

  Redattore

Torinese, inizia a scrivere di spettacolo nel 2003 - e dal 2006 per l’allora Teatro.Org - specializzandosi progressivamente nel teatro musicale e ne...

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