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QUANDO SI è QUALCUNO

Grandi le aspettative quando …

Grandi le aspettative quando sul cartellone spicca il nome di Giorgio Albertazzi. La locandina diventa un certificato di garanzia ed è automatico andare al botteghino il primo giorno di prevendita... In linea con la psicologia pirandelliana, la scena è animata da personaggi in lotta con la propria identità. "Qualcuno" rievoca il Vitangelo Moscarda di "Uno nessuno e centomila", e trascina il suo conflitto interiore sulla dubbiosità di un esistenza non tanto amletiana quando di semplice sopravivvevenza al di là delle apparenze. Il sipario si alza sul cancello di un giardino privato, e s'immagina una lussosa villa genovese ove s'intrattengono lezziosamente un noto scrittore, il nipote con la moglie americana e una diciotenne disinvolta e piena di vita. Un maggiordomo-cameriere tuttofare in livrea si muove costantemente tra alberi, foglie, palloni da spiaggia ed improbabili personaggi che si alternano dentro e fuori dal parco. Il primo atto diventa così la presentazione generale e un po' caotica del setting anni '30 di un'Italia per bene, fatta di contrasti generazionali, intellettualismi e speculazioni. Ci si presenta un Albertazzi imprigionato nel corpo di un ottantenne, quanto mai realistico e veritiero anche oltre il palco. Dentro questo "qualcuno" stimato ed apprezzato per la sua deferente immagine di uomo elegante e serioso, giace assopito uno spirito libero e giocherellone, pronto a stuzzicare i pensieri agitati della nuova generazione e spornarla all'atto, alla vita...: è Dèlago. Un po' nell'ombra e un po' alla ribalta, Albertazzi si dissocia in queste due entità parossistiche e rimane inghiottito da se stesso, quale marionetta tra i fili del burattinaio, che ne è l'anima. Tra il secondo e terzo atto emerge l'accusa di Pirandello alla falsità delle situazioni circostanziali e legate alle convinzioni del luogo comune. Si scorge quasi il lamento di un vecchio che discute con un Peter Pan adolescenziale, ma che s'inchina al carisma di un uomo saggio, consapevole del mondo che lo circonda e della conseguenza dei suoi gesti. Un nudo femminile perdurato in scena giunge inaspettato agli occhi della platea: scenicamente d'impatto, ma decisamente gratuito e poco incisivo, se si pensa che l'attrice ha così platealmente offerto se stessa al pubblico suscitando un mormorio imbarazzante. Per fortuna si passa oltre. E' la rivincita della consuetudine, dell'allegoria e di una conclusione teatralmente drammatica. Nel rispetto della rivoluzione pirandelliana, si abbatte la quinta parete, e alcune comparse entrano direttamente dalla platea per salire sul palco, metaforicamente oltrepassando la realtà e divenendo intoccabili creature dell'arte rese immortali dall'eterna giovinezza del testo tetrale. Piacevole da vedere, psicologicamente interessante ed in perfetta armonia con tutta la restante produzioen d'autore. Visto a Genova il 18 Marzo 2005

 

al teatro Ivo Chiesa di Genova (GE)

Quando si è qualcuno
Prosa
Informazioni principali
Regia
Massimo Castri
Protagonista
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Cristina Poggi

  Redattore

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