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PRIMA LA MUSICA E POI LE PAROLE / DER SCHAUSPIELDIREKTOR

Due operine per l'arciduchessa Maria Cristina d'Austria

Recensione:
Prima la musica e poi le parole © Michele Crosera

Dobbiamo alla visita che l'arciduchessa Maria Cristina d'Asburgo fece al fratello, l'imperatore Giuseppe II, se nel 7 febbraio 1786 a Schönbrunn andarono in scena due brevi lavori, uno di Salieri l'altro di Mozart: Prima la musica e poi le parole, e Der Schauspieldirektor, che ritroviamo riuniti in queste recite ottobrine che La Fenice porta al Teatro Malibran di Venezia.

Salieri e Mozart insieme

L'occasione, una fastosa cena di gala all'Orangerie ravvivata dagli artisti che ruotavano intorno alla corte imperiale, in pieno carnevale. La coppia Casti & Salieri mise in scena un'arguta farsa in un atto con quattro soli protagonisti, due bassi comici e due soprani; da canto loro, Stephanie e Mozart misero in piedi un lepido amusament per sei attori e quattro cantanti. La contrapposizione di generi musicali era voluta: il primo, un lavoro buffo dallo spiritoso libretto in italiano – lingua ben compresa alla corte di Vienna – sul quale Salieri calava musica nuova e qualche spiritoso recupero proprio ed altrui; specie da quel Giulio Sabino di Sarti appena accolto con grande successo al Kärtnertortheater. 


Il secondo invece un rapidissimo singspiel: trenta minuti di serrati dialoghi preceduti da una brillante ouverture che profuma già di Nozze di Figaro, cui seguono tre splendidi numeri musicali - due arie ed in trio - ed un celere vaudeville finale. Un lavoro fondato sull'idea del nuovo 'teatro nazionale' auspicato dall'augusto sovrano, cui il giovane salisburghese aveva già contribuito con Die Entführung aus del Serail.

Due esempi di garbato meta-teatro

Sono graziosi esempi di meta-teatro che ci portano dietro le quinte, fra i più vari caratteri, compreso un nugolo di attori e cantanti accompagnati dai loro protettori o dai rispettivi consorti. Stralunati hellzapoppin', un vero e proprio teatro di cabaret ante litteram: ed è un peccato che ci sfugga il senso delle tante battute e citazioni di cui sono cosparsi, legate all'ambiente del tempo, e sicuramente ben intese dagli spettatori viennesi.


Prima la musica ha per soggetto la creazione di un melodramma in soli quattro giorni: impresa pressoché impossibile, se il Maestro di Cappella non recuperasse musica già scritta, cui basta che il Poeta apponga nuovi versi. Il problema successivo è conciliare le due litigiose primedonne: la soluzione è affidar loro due contrapposti personaggi, drammatico e comico. 

Der Schauspieldirektor raffigura la costituzione d'una compagnia d'opera da parte di un impresario squattrinato, soccorso dal generoso finanziamento dell'amante di una diva smaniosa di tornare sulle scene. Non è sola, però: man mano arrivano altri aspiranti attori, ed infine due rissose cantatrici che un tenore cerca di pacificare. Ma pur di lavorare e mettersi in tasca qualcosa, in un caso e nell'altro, arriva l'happy end che vede tutti in forzata armonia.

Molti in nomi in locandina

Il basso Szymon Chojnacki, lo scombinato compositore di Salieri, è poi Monsieur Buff in Mozart. Allo stesso modo Francesca Boncompagni rende Donna Eleonora e M.lle Silberklang, e Rocío Pérez sia Tonina che M.me Herz: e sono due giovani soprani dal timbro accattivante e di considerevole sicurezza. Il maldestro poeta è il bravo Francesco Ivan Vultaggio. 


Nello singspiel gli attori sono Karl-Heinz Macek (l'impresario Frank), Marco Ferraro (Banchiere), Francesco Bortolozzo (Herz), Michela Mocchiuti (M.me Pfeil), Roberta Barbiero (M.me Krone), Valeria De Santis (M.me Vogelsang). Valentino Buzza tratteggia con abilità Vogelsang. Concerta e dirige con garbo leggero e giusta sapienza Federico Maria Sardelli, che palesa agile teatralità nel pastiche di Salieri, e brillantissimo gusto esecutivo nelle pagine mozartiane. 

Poche, certo, ma indiscutibilmente di pregio assai maggiore. Il regista Italo Nunziata dopo averci portato negli anni 40-50 del secolo scorso, imposta degli spettacoli vivaci e briosi, puntando sulla freschezza degli interpreti e giocando sul filo d'una sottile ironia. Scene e costumi, assai indovinati, sono stati realizzati in appositi laboratori della Scuola di Scenografia dell'Accademia di Belle Arti: li hanno disegnati Paola Cortellazzo e Giulia Tonussi (Salieri), e Federico Pian e Dea Bejleri (Mozart), assistiti per i costumi da Giorgia Padovan e Ambra Fossaluzza. Oltre che dai loro bravi docenti.

 

Visto il 17/10/2020
al teatro Malibran di Venezia (VE)

Prima la musica e poi le parole / Der Schauspieldirektor
Classica
Informazioni principali
Regia
Italo Nunziata
Protagonista
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Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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