NON SI UCCIDONO COSì ANCHE I CAVALLI?

Non si uccidono così anche i cavalli?: la spietata maratona della vita

Recensione:

Cosa sei disposto a fare per realizzare i tuoi sogni? Ci si chiede questo vedendo lo spettacolo Non si uccidono così anche i cavalli? tratto dall’omonimo romanzo di Horace McCoy per la regia di Giancarlo Fares. Una storia sul successo e le sue trappole presentata da un eclettico Giuseppe Zeno.

La folle maratona di ballo

Sogni, ambizioni e speranze sono elementi che accomunano tante persone impegnate a raggiungere i loro obiettivi e sono gli stessi che accomunano i protagonisti di questa strana storia. Una folle maratona di ballo, dove delle coppie devono esibirsi ininterrottamente per giorni, può rappresentare il trampolino di lancio per chi ha sempre desiderato il successo. Lo scopo è quello di farsi notare da qualche regista o produttore presente in sala.

È davvero un’occasione unica. Basta soltanto continuare a muoversi, qualsiasi cosa accada perché gli occhi vigili dell’organizzatore Joe (Giuseppe Zeno) sono sempre inchiodati sulla pista. E mentre le note elettro-swing e jazz (suonate dal vivo dal Piji Electroswing Project) incalzano, i corpi dei ballerini si muovono sempre più veloci, sempre più esausti, ma attenti a non fermarsi.


Una regola di vita

Chi si ferma è perduto. È una delle preziose regole di vita che questo spettacolo ci ricorda. Sì, perché la maratona di ballo è in realtà la maratona della vita, quella in cui tutti partecipano sforzandosi di rimanere in pista e rialzandosi immediatamente quando, di tanto in tanto, sono in serbo degli scivoloni.

C’è sempre più gente che si affanna per raggiungere il successo, piegandosi alle regole della pericolosa macchina di distruzione chiamata spettacolo. Si studia, ci si impegna, si accetta di essere sfruttati e lo si fa stringendo i denti. Si resiste perché ci si aggrappa con forza al proprio sogno. Ma un sogno a volte può trasformarsi in illusione. Succede quando ci si dimentica di essere umani, quando ci si vende, quando disperati si cerca di scavalcare il prossimo perché la sfortuna di qualcuno può rappresentare la fortuna di un altro. E allora come le bestie si grugnisce e si scalcia per arrivare primi e alla fine (forse) si arriva davvero primi, ma a quale prezzo?

Un prezzo troppo caro

Il prezzo da pagare è davvero troppo alto e lo è ancor di più quando si scopre di essere solo dei burattini guidati da gente avida per sollazzare gente ancora più avida. Tutto è spettacolo, tutto è intrattenimento anche la sofferenza se questo rallegra il pubblico. Ed è proprio in quel momento che arriva la consapevolezza di non essere mai stati padroni del proprio destino, ma in balìa di qualcosa di più grande pronto a mettere la parola fine quando il pubblico non si diverte più. Serve solo un colpo secco così come si fa con un cavallo zoppo. Questa è la materia prima del successo, della fama dei cinque minuti e dell’oblio eterno.

I colori, le note e l’incredibile bravura di tutti gli interpreti fanno di Non si uccidono così anche i cavalli? uno spettacolo intenso, disarmante e una grottesca vetrina di disperata umanità.

 

Visto il 27/09/2018
al teatro Sala Umberto di Roma (RM)

Non si uccidono così anche i cavalli?
Prosa
Informazioni principali
Regista
Giancarlo Fares
Protagonista
Giuseppe Zeno, Sara Valerio

Marilisa Pendino

  Redattore

Laureata in Informazione, Media e Pubblicità all’Università “Carlo Bo” di Urbino e diplomata in critica giornalistica per lo spettacolo presso...

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