MURI. PRIMA E DOPO BASAGLIA

Muri. Prima e dopo Basaglia.

Recensione:

Giulia Lazzarini commuove in uno spettacolo che ha la verità della vita.


Un monologo in un umanissimo dialetto triestino con la scenografia essenziale fatta di un tavolo con tè e teiera e di un telo talora consistente come un muro, talora agitato come il mare. Renato Sarti, drammaturgo che ha fatto del teatro civile il suo ambito più congeniale, porta in scena la storia di Mariuccia, infermiera che per tre decenni prese servizio all'ospedale psichiatrico di Trieste e che visse i cambiamenti apportati dall'entrata in vigore della legge Basaglia. Una confessione venata di nostalgia e lucidità. La protagonista racconta l'impatto della trasformazione radicale nel modo di concepire e trattare i malati mentali, la ventata di nuova coscienza  che portò con sè l'anno 1972.  Prima e dopo la venuta del “filosofo” Franco Basaglia. Prima camicie di forza, violenze inaudite, lobotomia, psicofarmaci in dosi da cavallo ed elettroshock, dopo  comprensione e rispetto per il malato. Il processo fu faticoso per tutti. Molti ne furono destabilizzati, a cominciare da quelle famiglie che percepivano il manicomio come luogo dove liberarsi facilmente  dall'alcol e dalla depressione dei propri familiari.  Anche quei medici che solevano attenuare le proprie frustrazioni tramite gesti di violenza gratuita furono costretti a desistere. Mariuccia parla di cambiamenti positivi, di un lavoro che diventava via via sempre più  gratificante sia umanamente che professionalmente. I muri, anche quelli “della testa”, erano stati abbattuti e il malato non era più un diverso ma una persona come tutte le altre. L' infermiera diventava donna tra altre donne davanti a tutti i suoi limiti. Oggi, trent'anni dopo Basaglia, è stato costruito un altro muro, apparentemente più sottile ma non per questo meno pericoloso. Un muro i cui mattoni sono impastati di indifferenza e cementificati dal rapporto asettico medico/paziente.

Magistrale l'interpretazione di Giulia Lazzarini che ci regala uno spettacolo di grande impatto emotivo che fluisce con tale naturalezza da far sembrare che il racconto sia improvvisato al momento, assecondando gli stimoli personali di chi lo vive sulla propria pelle e non soffre mai di esitazioni. E' così che l'attrice ce lo riporta, dal profondo e con semplicità, come ognuno vive nel quotidiano consapevole che la sua storia in qualche modo riguarda tutti. Il teatro, d'altra parte,  esiste da sempre per fare da specchio allo spettatore tanto più quando indaga una tematica al tempo stesso dura e delicata come la malattia mentale.
 

 

Visto il 16/04/2013
al teatro Franco Parenti - Sala Grande di Milano (MI)

Muri. Prima e dopo Basaglia
Prosa
Informazioni principali
Regia
Renato Sarti
Protagonista
Giulia Lazzarini

Naike Trenti

  EX-REDATTORE di MILANO

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