MOZART: RITRATTO DI UN GENIO

Mozart e un clown: vite intrecciate

Recensione:

Un bel ritorno sulla scena quello di Giuseppe Cederna, ragazzo classe 1957, che con il suo Mozart, ritratto di un genio celebra in scena un doppio compleanno a cifra tonda: i suoi quasi 60 anni anagrafici ed i 30 anni artistici. Memore di come il destino bussò alla sua porta nel 1987 quando Umberto Orsini gli diede la parte di Amadeus, proiettandolo dall'attività clownesca per le piazze di Roma a una prima importante esperienza teatrale, Cederna decide di rendere omaggio al destino rispondendo nuovamente alla chiamata del genio di Salisburgo.

Un monologo intenso, con cui l'attore affresca la vita di Mozart intrecciandola con la sua, in un continuo alternarsi di accelerazioni e frenate. Uno spettacolo che risulterà particolarmente godibile per alcune fasce di mozartiani doc, in grado di apprezzare alcuni passaggi che agli occhi dei profani potrebbero passare inosservati.
 

Ridere dei propri limiti in modo acuto
Chi si attende un racconto di maniera o "imparruccato", riceve con piacere la sorpresa di una riflessione fresca, acuta, mai banale, fornita da un attore che ha fatto della sincerità delle emozioni il leit motiv di una carriera. La confessione iniziale sullo stupore provato nel momento in cui fu scelto da uno dei "mostri sacri" del teatro per interpretare un "mostro sacro" della musica, lo rende vicino ad ognuno di noi, finalmente liberi di ammettere che siamo stati tutti bambini, tutti impacciati, tutti almeno una volta increduli di fronte ad un cambiamento importante che non era dipeso più di tanto da noi.

Mozart non percepisce se stesso, la sua imbarazzante inadeguatezza di fronte al vivere in società. Recitando Mozart, clownescamente Cederna sottolinea come, ridendo dei propri limiti, si torni finalmente ad essere bambini. Dichiara di aver sempre badato ai segni che gli giungevano dalla vita e di aver sempre cercato di interpretarli. La musica di Mozart, non solo suonata, ma recitata da un eccellente Sandro D'Onofrio, capace di sincronizzare il suo fortepiano al testo recitato, si fonde alla perfezione con la narrazione, divenendone parte.
 

Tragicità e scherzo
L'abile regia di Ruggero Cara e di Elisabeth Boeke riesce nell'intento di non farci percepire il momento in cui Cederna cessa di recitare se stesso ed inizia a trasformarsi in Mozart. Tragicità e scherzo si mischiano di continuo, ricordando allo spettatore quanto in fondo poco si sappia del percorso che stiamo facendo.

Una serata di pensiero e di cultura, resa leggera da un professionista che ha saputo restare umile e con i piedi per terra e che recitando con generosità, senza risparmiarsi, ringrazia gli eventi e le persone che gli hanno permesso di realizzare il suo sogno di bambino.
La capacità di restare curiosi e di cogliere i sapori sono alla base del genio di Mozart e dell'eterna giovinezza di Cederna, qui perfettamente amalgamati e ben interpretati.
Un'opera da vedere e da gustare.
Buon compleanno, Giuseppe.

 

 

Visto il 08/03/2017
al teatro Franco Parenti - Sala AcomeA di Milano (MI)

Mozart: ritratto di un genio
Extra
Informazioni principali
Regia
Ruggero Cara - Elisabeth Boeke, Ruggero Cara, Elisabeth Boeke
Protagonista
Giuseppe Cederna

Federico Serretta

  Redattore

"La vita la si vive o la si scrive" recitava Luigi Pirandello, circa un secolo fa. Il teatro è forse l'unico luogo in cui sia concesso fare...

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