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MISERIA E NOBILTà

Miseria e nobiltà (in tempi di crisi)

Recensione:

Debutto in prima nazionale al Teatro Coccia di Novara per un grande classico del teatro napoletano: Miseria e nobiltà, di Eduardo Scarpetta,  in una nuova versione adattata, diretta e interpretata da Geppy Gleijeses, nel ruolo di Felice Sciosciammocca. Accanto a lui un Lello Arena brillante e in grandissima forma nella parte di Pasquale, e Marianella Bargilli, che interpreta Luisella, compagna di Felice.
L’intero allestimento ruota attorno al contrasto del titolo, ben sottolineato da scene (Francesca Garofalo, n.d.r.) e costumi (Adele Bargilli, n.d.r.): si passa dalla palese miseria del primo atto, alla nobiltà “pacchiana” che, con magistrale ilarità, contraddistingue il secondo.
Lo spettacolo si apre su una scena che, volutamente, descrive e si immerge nella miseria di  persone che non solo “non riescono ad arrivare alla fine del mese”, ma per le quali “il mese neanche inizia” (condizione quanto mai attuale in questi tempi di crisi, n.d.r.).
Tutto il secondo atto, invece, mette in scena lo stratagemma per mezzo del quale il giovane nobile Eugenio (Jacopo Costantini) intenderebbe sposare l’amata Gemma (Silvia Zora), figlia di Gaetano (Gigi De Luca), un cuoco arricchito, emblema di una condizione sociale faticosamente raggiunta e irrinunciabile.
Per riuscire nel suo intento Eugenio vorrebbe far passare, agli occhi di Gaetano, Pasquale il salassatore e la sua famiglia per i suoi nobili parenti. Nell’impresa viene coinvolto anche lo scrivano Felice, simbolo di una miseria dalla quale tutti vorrebbero allontanarsi, ma uomo perbene.
A complicare le cose, ci si mette pure il padre di Eugenio, il marchese Falletti (Antonio Ferrante), contrario a questo matrimonio e spasimante a sua volta (in incognito, sotto lo pseudonimo di Bebè) della giovane Gemma,
Tra equivoci, scambi di persona e un esilarante coup-de-théâtre da parte di Luisella, che, risentita per essere stata “esclusa dal divertimento”, svela l’imbroglio, facendo ritornare Felice e i suoi amici (pur senza lamentarsi) nella miseria, il lieto fine non può mancare.
Applausi e  tanta simpatia ha suscitato nel pubblico la verace interpretazione del piccolo Francesco De Rosa, nella parte di Peppeniello, figlio di Felice e Bettina (Loredana Piedimonte), cameriera a servizio in casa di Gaetano.
 

 

Visto il 20/10/2012
al teatro Coccia di Novara (NO)

Miseria e Nobiltà
Prosa
Informazioni principali
Regista
Geppy Gleijeses
Protagonista
Geppy Gleijeses, Lello Arena, Marianella Bargilli

Roberto Mazzone

  Redattore

Torinese, inizia a scrivere di spettacolo nel 2003 - e dal 2006 per l’allora Teatro.Org - specializzandosi progressivamente nel teatro musicale e ne...

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