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MINCHIA SIGNOR TENENTE

MINCHIA SIGNOR TENENTE

Recensione:

Uno spettacolo di pregevolissima qualità a Milano nel nuovo teatro Martinitt (in milanese gli ‘orfani’ per i quali veniva inaugurato un nuovo complesso in Via Pitteri nel 1932 comprendente anche questa sala) - già sede di un teatro, ma adibita soprattutto a cinema come mi ha raccontato un amico che vi ha frequentato le scuole da bambino - restaurato grazie a un’operazione di grande coraggio visti i tempi di recessione e inaugurato nell’ottobre 2010.
La pièce, scritta in maniera garbata e intelligente da Antonio Grosso (anche attore nello spettacolo) ispirandosi alla nota canzone Signor Tenente del poliedrico Giorgio Faletti (arrivato secondo con tale brano al festival di Sanremo del 1994) e a una frase (“Se quest’anno vince Faletti, l’Italia cambia”) pronunciata dal proprio padre carabiniere e rimasta stampata nell’immaginario dell’allora bambino - al di là dell’intercalare volutamente forte, ma realistico utilizzato nel quotidiano e non solo dalle forze armate - racconta uno spaccato di vita siciliana.
In una piccola stazione dei Carabinieri della bella, tormentata e contraddittoria Sicilia alcuni giovani semplici e senza pretese provenienti da varie parti della Penisola lavorano o meglio trascorrono una grigia e all’apparenza tranquilla, se non ordinaria quotidianità, salvo la giornaliera, ossessiva e familiare presenza di un povero smemorato almeno all’apparenza, ma forse emblema sottile della persistenza occulta del problema mafioso.
Il quadro è un affresco decisamente divertente e ironico con una serie di gag che paiono uscite da un libro di gustose barzellette sull’Arma, ma l’arrivo di un tenente risibile per il suo assoluto e ottuso autoritarismo, ma ahimé incaricato di indagare sulla secolare, difficile e spinosa piaga di questa dicotomica terra trasforma la tranquillità in vita pesante fino all’epilogo drammatico.
Un lavoro tragicomico sicuramente coraggioso (è stato portato anche in terra ‘sospetta’) e raffinato che fa capire pure all’altra ‘parte’ come in questo gioco spietato contro lo Stato - il cui senso è molto carente anche nel resto dell’Italia - spesso siano gli umili di verghiana memoria a farne le spese senza portare a nessuno vantaggi reali se non poteri all’apparenza forti, ma transitori, effimeri, sempre in bilico e procacciatori di sofferenze.
Ottima la regia di Nicola Pistoia che guida i validissimi attori con tempi scenici vivaci.

 

Visto il 20/01/2011
al teatro San Babila di Milano (MI)

Minchia signor tenente
Prosa
Informazioni principali
Regia
Nicola Pistoia
Protagonista
Antonio Grosso

Wanda Castelnuovo

  Redattore

insegnante di lettere alle superiori giornalista di critica d'arte e di turismo artistico critica teatrale...

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