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MAGGIO ’43

“La guerra non è ne’ giusta n…

“La guerra non è ne’ giusta ne’ ingiusta: la guerra è guerra!” è in questa frase che si può compendiare lo spirito del secondo spettacolo di narrazione di Davide Enia. Se infatti nel suo primo lavoro, quell’ “Italia Brasile 3 a 2” che abbiamo avuto già modo di elogiare su questo sito, prende come spunto per raccontare momenti comici e tragici della vita della piccola comunità da cui proviene, un episodio lieto della storia calcistica italiana, in quest’ultimo egli scava nella profonda ferita che è stata per l’Italia la seconda guerra mondiale, fatta di bombardamenti e morte, di borsanera e fame, per toccare in profondità il più universale male dell’uomo: la lotta per la sopravvivenza. Calandosi nei panni del piccolo Giacchino che racconta al fratello morto la sua esperienza di sfollato, ancora una volta Enia dà vita ad una miriade di personaggi, con quell’ironia mista a drammaticità che abbiamo imparato a riconoscere, e ricama una storia fatta di tante altre storie, ambientate nella Palermo del ’43, ma che potrebbe anche essere la Baghdad del 2003. Giacchino da sfollato dorme in una carriola, la mattina presto deve recarsi a Palermo per comprare alla borsanera quel poco, pochissimo, che la sua famiglia può acquistare per sopravvivere, accompagnato dallo zio Cesare che lo inizia ad una vita in cui non c’è più posto per l’innocenza infantile perché, appunto, “La guerra non è ne’ giusta ne’ ingiusta: la guerra è guerra!” allora eccolo scavare con lo zio tra le macerie di una villa bombardata, dove sono ancora sepoltii corpi dei ricchi proprietari , per rubare due gioielli, oppure assistere ad una retata fascista, nel corso della quale viene stuprata una donna, e ancora rubare i soldi che una povera donna nasconde sotto un sasso, e subito dopo negare alla stessa in lacrime di averlo fatto. L’universalità della tragedia della guerra e di tutte le violenze, vista con l’occhio disincantato ma non troppo del dodicenne va avanti emozionando e commovendo un pubblico ancora una volta ammaliato dall’arte di Enia. La narrazione, avvolta dal manto di musiche che il chitarrista Giulio Brocchieri ha tessito con maestria e grazia, termina come è cominciata, con una filastrocca siciliana che viene raccontata ai bimbi per addormentarli, una filastrocca infinita come infinito purtroppo è il dolore causato dalla violenza.

 

al teatro Centro Sociale Pagani di Pagani (SA)

MAGGIO ’43
Prosa
Informazioni principali
Regia
Davide Enia
Protagonista
Davide Enia