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L'UOMO CHE SCAMBIò LA MOGLIE PER UN CAPPELLO

“L'uomo che scambiò la moglie per un cappello”, la quintessenza del minimalismo musicale di Michael Nyman

Recensione:
L'uomo che scambiò la moglie per un cappello © Festival Nuova Consonanza

Minimalistica la durata, un'ora circa. Minimalistica l'orchestrazione: un pianoforte, un'arpa, cinque archi. Minimalistica pure la trama: una visita medica, la certificazione d'un disturbo neuropsicologico. Questa l'essenza di The Man who mistoook his Wife for a Hat (L'uomo che scambiò la moglie per un cappello) composta da Michael Nyman nel 1986, messa in scena attualmente ed offerta in streaming dai festival OperaInCanto e Nuova Consonanza, e da Istituzione Universitaria dei Concerti.

Minimo pure il numero dei personaggi usciti dal celebre, omonimo libro del neurologo inglese Oliver Sacks, che poi collaborò al libretto con Christopher Rawlence e Michael Morris. Sono il doctor S., specialista che visita un musicista, il doctor P., affermato cantante di lieder affetto da agnosi visiva, cioè l'incapacità di riconoscere oggetti e persone per ciò che sono, scambiandone a volte la fisionomia. E sua moglie Mistress P. disorientata dalla 'stramba' affezione del coniuge, che solo nella musica pare trovare un'ancora di salvezza.

Fabio Maestri

Una partitura scarna e geniale

Nyman elabora una partitura di sorprendente qualità – motivo per cui è stata così spesso ripresa -  impiegando in maniera magistrale l'essenziale ensemble strumentale adottato. Un procedere, il suo, che lavora per sottrazione, partendo da una musicalità densa, eccitata, ricca di scarti ritmici che accompagna il colloquio tra medico e paziente, rarefacendosi man mano sino all'epilogo struggente in cui gli strumenti cessano di suonare, e suoni e voci svaporano nel nulla. 

Preso a base un tema di Schumann,"quello che ho fatto è stato concepire l’opera come una successione di variazioni”, ha chiarito il compositore inglese. “Quando il paziente entra per la prima volta in ambulatorio, sembra un essere umano completo. Similmente, la musica all'inizio dell'opera è completa ma, prova dopo prova, si realizza che c'è sempre qualcosa in meno. Così, ho scritto una serie di variazioni al contrario, nelle quali all'inizio puoi ascoltare tutto e poi, alla fine dell'opera, non senti più nulla”.

Federico Benetti, Roberto Jachini Virgili ed Elisa Cenni

Trovate tecnologiche per una messa in scena innovativa

Vivida e coinvolgente al massimo la messa in scena studiata da Carlo Fiorini, cui credo si debba pure una regia 'televisiva' magistrale, che riprende in riquadri sottostanti allo 'schermo' centrale personaggi, direttore e strumentisti visti da differenti punti di vista. I tre protagonisti cantano immobili sullo sfondo, in piedi davanti un leggio, avendo ai lati i musicisti, mentre dietro di loro scorrono immagini su immagini. Di tanto in tanto realistiche sovrapposizioni video, precedentemente girate e messe in primo piano, moltiplicano la prospettiva, proponendoli in quelle minime azioni - come gli esami di routine condotti dal medico - che spingono in avanti i dialoghi.

Fabio Maestri concerta con squisita sensibilità, pilotando con estrema concentrazione i duttili componenti dell'Ensemble In Canto (Marzia Castronovo, arpa; Silvia Paparelli, pianoforte; Anna Chulkina e Andrea Cortesi, violino; Gianfranco Borrelli, viola; Michele Chiapperino e Mattia Geracitano, violoncello). La partitura non è facile neppure per i cantanti, che tuttavia incedono con salda perizia e dosata partecipazione emotiva: il paziente è il basso Federico Benetti, il neurologo il tenore Roberto Jachini Virgili, la moglie il soprano Elisa Cenni.

Ensemble In Canto

Uno spettacolo bloccato per Covid 19

In origine, lo spettacolo doveva apparire a fine 2020 ad Amelia e Terni per il festival OperaInCanto, e poi a Roma per la stagione dell'Istituzione Universitaria dei Concerti e per il 57° Festival di Nuova Consonanza, le realtà coinvolte nella produzione. Azzerato ogni programma per la chiusura dei teatri, l'opera di Nyman è stata finalmente inscenata e trasmessa in live streaming sabato 13 febbraio, restando disponibile sino al 20 sul canale YouTube, (visibile nella scheda dello spettacolo - sezione VIDEO) e sulle pagine Facebook e siti internet delle tre istituzioni coinvolte. Non perdetela.

 

Visto il 13/02/2021
al teatro Secci di Terni (TR)

L'uomo che scambiò la moglie per un cappello
Lirica
Informazioni principali
Regia
Carlo Fiorini
Protagonista
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Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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