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L'ISOLA DEI PAPPAGALLI CON BONAVENTURA PRIGIONIERO DEGLI ANTROPOFAGI

Bonaventura e il suo milione… di rime

Recensione:
L'isola dei pappagalli ...

“Qui comincia l’avventura del Signor Bonaventura” è l'incipit noto a intere generazioni di bambini, fin dai giorni della disfatta di Caporetto: il riferimento è alle peripezie di un personaggio immaginario creato nel 1917 da Sergio Tofano – attore, disegnatore, drammaturgo e pedagogo - e pubblicato in storie a fumetti sul Corriere dei Piccoli fino al 1978.

Nell’adattamento teatrale de L’isola dei pappagalli con Bonaventura prigioniero degli antropofagi, diretto da Antonio Latella, il protagonista (Francesco Manetti) è il cuoco di una nave, non più giovanissimo e costretto su una sedia a rotelle, che ricorda il naufragio su un’isola abitata da pappagalli e da strane creature cannibali, nel tentativo di trovare un tesoro inventato con l’inganno dal torvo Barbariccia: un personaggio che, in questa versione, viene solo evocato sul palcoscenico, poiché – come si legge nelle note di regia – l’attore che avrebbe dovuto interpretarlo ha rinunciato all’ultimo momento.



Per Antonio Latella, l’attuale allestimento – in cui i protagonisti non camminano, bensì saltellano sul palcoscenico - diventa memoria del suo debutto come giovane attore, nella versione diretta da Franco Passatore, per il Teatro Stabile di Torino (1986): questa storia non si conclude con la consueta vincita del milione di lire, ma con il ritrovamento di perle che il protagonista non tiene con sé.

Un trionfo dadaista

L’obiettivo dell’allestimento sembra essere quello di mettere il pubblico adulto nella condizione di ragionare come un bambino, recuperando un senso della fantasia tipicamente infantile. Per il regista si tratta di un’ulteriore tappa nel percorso di ricerca sul verso, compiuto affrontando autori quali Pasolini, De Filippo Tasso e Sto (così si firmava Tofano in calce alle sue illustrazioni).

Un universo linguistico dadaista, fatto di rime baciate che – anche se talvolta utilizzate senza parsimonia - mantengono la propria musicalità, accompagnandosi alle note di Nino Rota; un trionfo di colori, espresso dalla caratterizzazione fumettistica dei personaggi: non solo gli abitanti dell’isola (pappagalli e cannibali), ma anche il fido Bassotto (“con il color del risotto”), interpretato da Alessio Maria Romano, tenero quando guaisce, sorprendentemente adatto a rappresentare atteggiamenti antropomorfi.


La stoffa del Capitano

Anche la musica rimanda a un percorso di ricerca della memoria: nello spettacolo la melodia che accompagna i testi originali è cantata a cappella, la maggior parte delle volte dal personaggio del Capitano (Isacco Venturini), posizionato (quasi) per tutto lo spettacolo su una pedana leggermente rialzata. Il giovane attore sembra avere la stoffa del performer, rivelandosi assolutamente in grado di passare con disinvoltura dal canto in rima a una sorprendente dimostrazione di abilità nella tap dance, per concludere con un numero finale in perfetto stile “Maestro di Cerimonie”, tratto proprio dal musical Cabaret.

Sulla base delle melodie di Nino Rota, Antonio Latella ha creato un contesto musicale a sé, servendosi di quattro musicisti muniti di chitarre, bassi elettrici, una batteria elettronica e un sintetizzatore: il risultato è una commedia musicale in piena regola che spazia piacevolmente da una marcia nuziale dalle sonorità grunge alla potenza del rap, senza trascurare l’italica tradizione musicale, con una citazione non troppo velata di Edoardo Vianello; o ancora, il divertente mash up tra Non ho l’età e Non son degno di te, eseguito in duetto dal Capitano e da Rosolia (Marta Pizzigallo), protagonisti di un’improbabile liason.

 

Visto il 01/06/2019
al teatro Carignano di Torino (TO)

L'isola dei pappagalli con Bonaventura prigioniero degli antropofagi
Prosa
Informazioni principali
Regista
Antonio Latella
Protagonista
Francesco Manetti

Roberto Mazzone

  Redattore

Torinese, inizia a scrivere di spettacolo nel 2003 - e dal 2006 per l’allora Teatro.Org - specializzandosi progressivamente nel teatro musicale e ne...

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