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LEI DUNQUE CAPIRà

Melologo per Euridice

Recensione:

Lei dunque capirà è una lunga dichiarazione d’amore in cui la protagonista, parlando con un misterioso presidente della casa di riposo in cui è ricoverata in seguito ad una grave malattia, rievoca il suo rapporto con il marito scrittore e poeta.

Dal racconto, che procede in maniera non sempre lineare, apprendiamo di come sia stata lei a forgiare sia il carattere dell’uomo che il talento dell’artista e di come lui soffra e non si rassegni all’idea di averla perduta. Il dolore che anche lei prova per il forzato allontanamento si fonde con il ricordo dei momenti passati, della passione, delle escursioni al mare, del lavoro di correzione e ripulitura delle bozze con cui lei trasformava la materia grezza in capolavori, in un rapporto di profonda simbiosi che questa nuova condizione sembra aver irrimediabilmente compromesso.

Lui la rivorrebbe con sé e lei vorrebbe tornare alla vita, ma da quel luogo, che si scoprirà essere il regno dei morti, è impossibile uscire. Come nel mito di Orfeo ed Euridice, lui ottiene il permesso per andare a riprenderla. Una volta intrapreso il viaggio verso l’uscita lei realizza che il motivo per cui il marito ha compiuto questo viaggio è scoprire come è l’aldilà per poi raccontarlo in versi. Lei però ora sa che l’aldilà è esattamente come il regno dei vivi, forse più sbiadito, più opaco, e nessuno dei grandi quesiti esistenziali vi trova risposta. Per questo motivo e per non deluderlo, poco prima dell’uscita  lo chiama, costringendolo a voltarsi per guardarla, vanificando così  l’impresa e scegliendo di restare per sempre in quel luogo.

Elisabetta Pozzi è straordinaria nell’entrare in sintonia con la variegata tavolozza di emozioni che caratterizzano questo complesso ritratto di donna volitiva e passionale ma allo stesso tempo malinconica e misteriosa. Un’interpretazione magnetica ed intensa che ha saputo creare una perfetta sintonia con il pubblico sempre coinvolto e partecipe.

Gran parte del merito della riuscita dello spettacolo va attribuita anche alle ottime musiche di Daniele D’Angelo che hanno trasformato questo monologo in un vero e proprio melologo, in cui la musica non è semplice accompagnamento, ma è un elemento espressivo con cui la voce si fonde ed interagisce sfociando anche nel canto (non dimentichiamo che Orfeo era un musicista).

La regia sobria ma efficace di Daniela Ardini si avvale delle scene di Giorgio Panni e Giacomo Rigalza che delimitano il palcoscenico con ampi teli bianchi, dando l’idea di un luogo non definito, misterioso; la voce del presidente risuona come un fruscio di vento mentre gli unici oggetti riconducibili alla quotidianità sono un tavolino ed un letto.
L’armoniosa sinergia di tutte queste componenti si è concretizzata in uno spettacolo di grande efficacia salutato dal pubblico con intensi applausi e ripetute chiamate a proscenio.

 

Visto il 16/01/2017
al teatro Sociale di Brescia (BS)

Lei dunque capirà
Prosa
Informazioni principali
Regia
Daniela Ardini
Protagonista
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Davide Cornacchione

  Redattore

Studi classici e laurea in farmacia. La lettura del Macbeth di Shakespeare suggerita da una lungimirante insegnante di italiano in terza media ha stim...

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