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LEAR. LA STORIA

Re Lear. La storia

Recensione:

Dipasquale, adattando la tragedia, pare voler mettere in luce quello che è l'errato utilizzo del potere da parte di chi lo detiene e le funeste conseguenze che investono coloro contro cui è utilizzato, portando così alla tragedia. Questo mantenere il testo aderente a quello shakespeariano si rivela essere una scelta riuscita nella lettura del regista in quanto Dipasquale preserva così la bellezza poetica dell'opera originale e insieme rende chiara la sua personale chiave di lettura di King Lear.

Un altro su cui è possibile riflettere è il rapporto che è andato instaurandosi tra i molti personaggi. Nello stesso re Lear (Mariano Rigillo) pare vedersi anche la parabola discendente del valore di un grande e che di lì a poco, per il dolore inflitto dal comportamento delle figlie Goneril (Roberto Pappalardo) e Regana (Luigi Tabita), e compresa che l'ostentazione del bene filiale con cui si apre la tragedia era volto meramente all'ottenimento della propria parte del regno paterno, cadrà in preda alla follia. Ma è una follia che sopravviene lentamente e che si riflette tanto dello stato d'animo del re quanto negli elementi della natura. Re Lear è un uomo vecchio, giunto alla soglia della sua vita, eppure egli è un'anima ancora possente, pur tuttavia imprigionata in un corpo caduco e fragile. Ma l'acme della sua possanza si manifesta nel momento in cui si palesa la stessa follia, ovvero quando, scacciato dalle due figlie presso cui aveva chiesto asilo, re Lear sfida la sopravvenuta tempesta; viene qui a rompersi quell'equilibro precario su cui Lear fondava la sua concezione della sua realtà, indizio della sua pazzia.

Accanto alla virtù e alla follia del re si trova la figura del Matto (Anna Teresa Rossini), il giullare della corte di re Lear. Egli, attraverso l’ironia, pare farsi quasi tramite tra il re ed il mondo. Il Matto è colui che tutto vede e tutto dice, talvolta anche apostrofando lo stesso Lear. Inoltre è colui che, alla fine del primo dei due atti, rivela al pubblico dello spettacolo la realtà delle cose e profetizza l'epilogo della tragedia.

Centrale, inoltre, la figura del conte di Gloucester (Sebastiano Tringali), fedelissimo del re e che durante il suo esilio tenta in tutti i modi di proteggere il suo sovrano impazzito. Egli è però come Lear vittima della sua cecità: come Lear viene blandito, e poi scacciato dalle figlie, così il conte di Gloucester viene convinto dal suo figlio illegittimo Edmund (David Coco) di altro tradimento ordito dall'altro suo figlio, invece legittimo, Edgar (Giorgio Masumeci), il quale pertanto viene perseguitato dal padre ed è costretto a fuggire dalla corte. In questa storia che corre parallela alla principale ritorna anche ed ancora la tematica del potere male usato. Infatti è Edmund, il quale, essendo illegittimo, non è destinato agli stessi privilegi che spettano al figlio legittimo, ha esercitare un potere, quello della parola, onde mettere l’un contro l’altro padre e figlio.

Di grande impatto è anche la potenza che parola assume agli attori: essi si muovono in uno spazio vuoto e buio, salvo diversi oggetti praticabili, cosa che lascia ancora spazio all'immaginazione dello spettatore ed alla sua immedesimazione con i carismatici attori. Sebbene di forte impatto "non-scenico" che avrebbe potuto fornire numerosi spunti di riflessione, tale non è stata tuttavia una scelta, bensì purtroppo il risultato di una grande difficoltà in cui versa il Teatro Stabile di Catania, a causa della quale non è stato possibile trasportare la scenografia.

Re Lear. La storia vuole inoltre essere una celebrazione dei quattrocento anni trascorsi dalla scomparsa di William Shakespeare, e nell'adattamento di Dipasquale viene messa in risalto la purezza del testo originale senza che tentativi di riscrittura o ammodernamento di qualsivoglia sorta rischino di banalizzare il capolavoro shakespeariano.

 

Visto il 28/04/2016
al teatro Mercadante di Napoli (NA)

Lear. La storia
Prosa
Informazioni principali
Regia
Giuseppe Dipasquale
Protagonista
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Salvatore Di Marzo

  Redattore

Nato e laureato a Napoli, Salvatore Di Marzo collabora a diverse testate giornalistiche e progetti culturali universitari con articoli e recensioni.&n...

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