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L’originale incrocio fra Bruckner e Glass

Recensione:
L’originale incrocio fra Bruckner e Glass

Il secondo concerto della Stagione Sinfonica del Teatro dell’Opera di Roma, vede il sorprendente confronto tra due autori e due epoche difficilmente accostabili, il timido tardoromantico Anton Bruckner ed il celebrato esponente del minimalismo d’avanguardia Philip Glass. Nella breve introduzione Stefano Catucci sottolinea per entrambi questi lontanissimi autori un gusto per la ripetitività, che va a costituire il filo rosso che lega i due brani del concerto odierno.

Dal Novecento a oggi

La serata inizia con il Coro femminile del Teatro dell’Opera che, schierato ai due lati della platea, intona un suggestivo brano senza parole di Zoltan Kodaly, da Notti montane. E’ poi la volta del Tirol concerto per piano e orchestra n.1 di Philip Glass con Dennis Russell Davies sul podio dell’orchestra di casa e Maki Namekawa al pianoforte. I due musicisti, marito e moglie, sono profondamenti legati all’opera di Glass che costituisce una parte importante del loro repertorio. Il dialogo tra il pianoforte e l’orchestra è un vero e proprio manifesto minimalista, in cui gli archi a volte ricordano l’enfasi percussiva di Sostakovic. Grande apprezzamento per l’esecuzione, soprattutto per il controllo del suono orchestrale del lungo secondo movimento, con il pianoforte impegnato in continui grappoli di note su una base un po’ ossessiva ed ipnotica. Convinti applausi ed un bis della solista, ancora Philip Glass con uno degli Etudes. Ritorno all’Ottocento Dopo l’intervallo è la volta della Sinfonia n.6 in la maggiore di Anton Bruckner. Come consuetudine per questo autore, siamo in presenza di un organico sovrabbondante, che anticipa quella che sarà l’orchestra mahleriana, ma l’ispirazione è più vicina allo spirito romantico, con tratti di lirismo profondo alternati a slanci eroici. Sempre presente un profondo sentimento religioso. La lettura che ne ha dato Russell Davies, bene assecondato da una duttile orchestra, in particolare dai luminosi ottoni, ha entusiasmato il pubblico che ha tributato a tutti prolungati applausi confermando l’apprezzamento per la proposta sinfonica che affianca quella operistica ed il balletto.

 

Visto il 11/01/2018

Umberto Asti

  Redattore

Professore di scienze in pensione, antico frequentatore delle istituzioni musicali romane, orecchiante evoluto, organizzatore di concerti nelle scuole...

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