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KINKY BOOTS

Kinky Boots, 80 centimetri di puro sesso tubolare

Recensione:
Kinky Boots

Il musical Kinky Boots da cinque anni infiamma le platee di Broadway e del West End (lo show chiuderà nei primi mesi del 2019, sia a Londra, sia a New York), ed ora è in scena in esclusiva al Teatro Nuovo di Milano.

L’adattamento italiano del testo originale scritto da Harvey Fierstein, curato dal regista Claudio Insegno e basato sull’omonimo film Miramax, uscito nel 2005, è il punto di forza dello spettacolo, anche grazie alla collaborazione di Emiliano Palmieri che ha saputo tradurre in maniera efficace le liriche inglesi firmate da Cyndi Lauper, autrice anche delle musiche.

Una scarpa è la cosa più bella del mondo

Marco Stabile interpreta Charlie Price, erede designato di una fabbrica di scarpe di Northampton nel pieno di una crisi, dopo l’improvvisa morte di suo padre.
Il performer si accosta al ruolo quasi in punta di piedi, ma l’evoluzione del personaggio nel corso dello spettacolo è notevole e rende evidente la complessità del percorso affrontato per rendere efficace l’interpretazione. Merito anche delle splendide ed evocative musiche di Cyndi Lauper, eseguite dal vivo, con accuratezza e dinamismo, dall’orchestra diretta da Angelo Racz.


Il tacco è sensualità

Nel momento di maggior disperazione, il destino di Charlie si incrocia con quello di Lola/Simon, un’esuberante drag queen dotata di uno spiccato fiuto per tutto ciò che fa tendenza. E dalla sua prima apparizione sulla scena, il performer francese Stan Believe rivela una verve fuori dal comune e spiccate, travolgenti doti da nchor-woman. Insomma, un’autentica “regina del palcoscenico” sempre elegante nell’indossare i meravigliosi costumi realizzati da Lella Diaz, mai troppo sopra le righe e con un’adeguata padronanza della recitazione nella nostra lingua (se non badiamo troppo alla tipica “r” francese).

La sensazione trova conferma nella scena in cui Lola spiega a Charlie cosa deve esattamente realizzare per diversificare la produzione e attrarre così una nuova nicchia di mercato: “80 centimetri di puro sesso tubolare”, ovvero una collezione di sensuali stivali in grado di reggere il peso di un uomo en travesti. Ma perfino nel ribadire con orgoglio un concetto come “Il sesso è nel tacco”, è sempre elegante e mai sopra le righe, circondata e “protetta” dalle sue splendide Angels: sei performers che interpretano altrettante impeccabili ed iconiche drag queen (Royal Guard Drag, Punk Drag, Burlesque Drag, Ziggy Drag e sui tacchi c’è perfino la Regina Elisabetta).
Tutta la compagnia si scatena sulle coreografie di Valeriano Longoni, che riprodotte dai performers con dinamismo, energia e semplicità, hanno scongiurato l’effetto “baracconata”, lasciando comunque libero sfogo all’espressione degli artisti sul palco e al divertimento del pubblico in platea.


La scenografia c’è... e si vede

Lo scenografo Francesco Fassone ha optato per un’ambientazione di inizio millennio, molto evocativa dei villaggi industriali che esistono ancora oggi nella provincia londinese. E gli spazi della fabbrica non sono angusti, anzi tutto sembra elevarsi verso l’alto conquistando un respiro più ampio. Così è anche più facile immaginare di ritrovarsi in pochi secondi, immersi nel glamour delle sfilate milanesi, l’unico momento in cui si ricorre all’utilizzo delle videoproiezioni: questa volta predomina una scenografia reale e non realistica; e c’è spazio perfino per un rullo trasportatore (componibile) e per la riproduzione di una passerella, mediante la quale, al termine dello show, si celebrano valori universali quali amicizia, integrazione e felicità.

Kinky Boots si conferma la novità più attesa tra i musical della stagione: come è accaduto per Jersey Boys e Spamalot, anche questa volta la Produzione Teatro Nuovo di Milano e Claudio Insegno, considerata l’iniziale reazione di gradimento da parte del pubblico, hanno centrato l’obiettivo.

 

Visto il 09/12/2018
al teatro Nuovo di Milano (MI)

Kinky Boots
Musical e varietà
Informazioni principali
Regista
Claudio Insegno
Protagonista
Marco Stabile, Stan Believe

Roberto Mazzone

  Redattore

Torinese, inizia a scrivere di spettacolo nel 2003 - e dal 2006 per l’allora Teatro.Org - specializzandosi progressivamente nel teatro musicale e ne...

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