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IL GRANDE CIRCO DEGLI INCORNATI

Il grande circo degli Incornati

Recensione:
Il grande circo degli Incornati

Il grande Circo degli Incornati condensa in sé tutta la tensione emotiva di chi soffre per lo schiacciamento dell’arte da parte della politica, intesa come insieme delle leggi di mercato.

Il grande Circo degli Incornati: dalla farsa al dramma
Lo spettacolo di Davide Sacco risulta essere una libera interpretazione dell’opera farsesca Francesca da Rimini. Commedia a vapore di Antonio Petito, del cui testo conserva appunto quel carattere farsesco e a tratti malinconico. Dell’opera di Petito, Sacco ritrae rielaborando con particolare efficacia alcuni elementi formali andando a definire la figura del degli scalcinati componenti del Circo degli Incornati, costretto a chiudere di fronte al fantasma della "crisi" economica e ad una crescente mancanza di gusto artistico; tutto questo a meno che la sacra arte circense non si asservisca alle leggi che regolano il mercato trasformandosi in teatro.

Ed è in questo senso che avviene l’universalizzazione del messaggio della drammaturgia, ovvero il significato una graduale riduzione dell’arte spontanea che è costretta a legarsi a ideologie ad essa estranee pur di non soccombere; un doloroso passaggio che, attraverso i riusciti solipsismi dei vari componenti del circo nei quali si descrive la sua entità salvifica rispetto alle amarezze e dalla tristezza della vita, si realizza pienamente nelle illusioni del Direttore circense (Matteo Mauriello), personaggio per così dire “vinto” e che reca in sé i caratteri tipici della artista decadente, cioè la gioia e la speranza che si riducono in amarezza e contemplazione una volta cadute tutte le illusioni e constatata l’aridità del reale. Ciò, inoltre, lo si può vedere anche a livello scenografico – la scenografia in linea con drammaturgia e costumi, rappresenta una grottesca stilizzazione di un ambiente circense –; a scandire i momenti di passaggio e la graduale presa di coscienza sono le tre insegne che si alternano sul capo del Direttore: “circo”, “teatro” e infine quella che reca la scritta “politica”, che schiaccia definitivamente il Direttore.

Il grande Circo degli Incornati e il comico del pianto
Il grande Circo degli Incornanti si configura, infine, come una spettacolo dalla forte e riuscita indole comica, dove gradualmente la comicità verbale cede il posto ad una comicità del pianto propria della figura poetica del pagliaccio, intendo con ciò quel senso di risata che in compagnia realizza la sua maggiore espressività solo per celare le lacrime, le quali però si palesano in solitudine avendo constatato le storture e le contraddizioni che fanno da teatro alla società.

 

 

Visto il 21/04/2017
al teatro Sannazaro di Napoli (NA)

Il grande circo degli Incornati
Informazioni principali
Regia
Davide Sacco
Protagonista
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Salvatore Di Marzo

  Redattore

Nato e laureato a Napoli, Salvatore Di Marzo collabora a diverse testate giornalistiche e progetti culturali universitari con articoli e recensioni.&n...

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