IL CLAN SETTEMILATRECENTO LUNE

Il Clan: L’uomo, animale dai falsi ideali

Recensione:
IL CLAN Settemilatrecento lune

Per sua natura, l’essere umano aspira a degli ideali e valori che gli consentono di vivere una vita rispettabile e non vuota. In questo modo l’esistenza dell’uomo assume un certo rilievo, tanto da porsi ad un livello superiore rispetto agli animali. Capita, però, che menti fuorviate conferiscono una loro personale interpretazione a questi valori, facendoli diventare materia prima di incomprensioni, disuguaglianze, guerre e discriminazioni.

Sono i cosiddetti “falsi ideali” e di questi se ne parla in maniera particolare nello spettacolo IL CLAN Settemilatrecento lune, scritto dalla drammaturga Erika Janet Rinaldi e portato in scena dalla compagnia YOSOY Compagnia Teatrale, per la regia di Alejandro Radawski.

Un nemico chiamato famiglia

Nella Germania del 1950 una misteriosa famiglia vive reclusa all’interno della propria abitazione. È la protagonista di un incestuoso rito che si ripete ogni vent’anni (ogni settemilatrecento lune) a discapito delle donne di casa, così come vuole un vecchio e oscuro patto stretto tempo prima tra il capofamiglia e suo padre per salvaguardare la purezza della linea di sangue.

Perfezione, potere e senso di superiorità sono i falsi ideali di queste persone che, avide, hanno trasformato le quattro mura domestiche in un campo di battaglia dove il nemico da combattere quotidianamente si chiama famiglia.
I personaggi svelano le loro mostruosità seduti attorno ad un tavolo. Quello che è il cuore pulsante di qualsiasi casa del mondo diventa, così, la scena centrale di un gioco perverso fatto di pause lunghe e sguardi eloquenti e tutto il pubblico è costretto a diventare un ospite complice.

Gli uomini passano, ma la storia si ripete

Stare seduti a subire questo oscuro gioco non è facile. L’atmosfera è densa, piena di ansia e disagio, accentuata ancor di più dagli interminabili e inquietanti tempi recitativi degli attori. È incredibile come una drammaturgia e una regia così semplici, privi di qualsiasi noioso effetto speciale o di altri inutili orpelli, riescano sulla scena a non essere banali e a dare vita a emozioni quasi impossibili da pronunciare.

IL CLAN è uno spettacolo la cui attualità riesce a dare fastidio. Assenza di amore, violenza, soprusi e libertà violate sono gli effetti delle azioni di animali chiamati esseri umani che operano nel rispetto di falsi ideali con terribili conseguenze.
Rassegnati abbiamo imparato che così è sempre stato e così sarà perché gli uomini passano, ma la storia si ripete e, purtroppo, ad oggi la società odierna lo conferma.

 

Visto il 31/10/2018
al teatro Di Documenti di Roma (RM)

Il Clan Settemilatrecento Lune
Prosa
Informazioni principali
Regia
Alejandro Radawski
Protagonista
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Marilisa Pendino

  Redattore

Laureata in Informazione, Media e Pubblicità all’Università “Carlo Bo” di Urbino e diplomata in critica giornalistica per lo spettacolo presso...

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