IL BUIO DEL GIORNO (MöRKERTID – TIME OF DARKNESS)

Il buio di giorno

Recensione:
Il buio di giorno

Lampi, tuoni, grida e paura. Il sipario si apre su una scena drammatica, che si svela attraverso un dialogo serrato tra padre e figlia (interpretati splendidamente da Federico Vanni e Ilaria Amadasi), dialogo che accompagnerà gli spettatori durante tutto lo spettacolo. Si tratta di due clandestini: probabilmente, a quanto si apprende a mano a mano che il colloquio si infittisce e si approfondisce, fuggiti dal proprio paese perché perseguitati politici.
E ora? Che fare? Il padre attende, con fiducia mista a disperazione, l’arrivo di nuovi documenti, che gli dovrebbero essere consegnati da chi lo ha trasportato fino a lì. I due però, è evidente, sono stati traditi. Trasportati come schiavi, come bestie, a rischio della vita. E poi abbandonati. La madre non ce l’ha fatta, probabilmente è affogata durante il trasporto in barca, una barca marcia, in un viaggio drammatico che non ha nulla di umano. Il suo corpo non è ancora stato ritrovato, ma padre e figlia ne sono certi: è morta. E il suo ricordo pesa come un macigno tra i due, rendendo la situazione se possibile ancor più insopportabile.
“In questo paese fa sempre buio”, afferma il padre, pericolosamente in bilico tra lucidità e follia. Ma forse non “fa sempre buio” soltanto perché, a quanto par di capire, ci troviamo in una città dell’Europa del nord, probabilmente in Svezia, patria dell’autore Henning Mankell. Forse “questo paese” non è solo un luogo, ma uno spazio più largo che abbraccia persone e coscienze troppo spesso inclini all’oblio. “Il buio di giorno” narrato da Mankell è di chi chiude gli occhi di fronte alla fiamma accecante della paura, dell’orrore: purtroppo, talvolta, della cruda realtà.
Il fremito di speranza che pare malgrado tutto levarsi e infine crescere, come promessa di qualcosa di nuovo, nasce dalla figlia. Una ragazza senza identità, carica di angosce, ma consapevole della propria unica forza: la voce. Voce ricolma di ansie e di incertezze, ma libera: libera di scavare, una parola alla volta, nelle menti e nei cuori, una nuova consapevolezza.

 

Visto il 16/12/2010
al teatro Duse di Genova (GE)

Il buio del giorno (Mörkertid – Time of Darkness)
Informazioni principali
Regista
Filippo Dini
Protagonista
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Damiano Verda

  Redattore

www.damianoverda.it Genovese, classe 1985, ingegnere informatico, appassionato tanto di scrittura quanto di teatro. There’s four and twenty mi...

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