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IL BERRETTO A SONAGLI

L'umorismo pirandelliano e le corde giuste di Ciampa

Recensione:
Gianfranco Jannuzzo

Il berretto a sonagli di Pirandello, un lavoro eseguito questa volta nel teatro a lui stesso intitolato, nella sua Agrigento, per la regia di Francesco Bellomo con Gianfranco Jannuzzo nel ruolo di Ciampa e Gaetano Aronica ad interpretare il signor Fifi.

In una famiglia che si auto-promuove alla borghesia, tutti i componenti si impupano in atteggiamenti e ruoli di facciata, in stili di vita ammirevoli, in pubbliche virtù. In questo equilibrio collettivo ognuno ha la propria rispettabilità fino a quando Beatrice Fiorica decide di voler svelare la tresca amorosa fra suo marito e la moglie di Ciampa, il contabile dell'azienda. A nulla valgono i tentativi di dissuasione del fratello Fifì, né l'accorata implorazione del ragioniere stesso che, intuendo la trappola che Beatrice vuol tendere ai fedifraghi, cerca di salvare l'onorabilità, sua e della moglie.

Per persuadere Beatrice a non persistere nel suo dissennato piano, Ciampa fa uso di tutte le corde d'orologio racchiuse nel nostro cervello: la corda civile, la corda seria e la corda pazza, quest'ultima girata solo come semplice avvertimento. Ma Beatrice non rinuncia alla sua rivincita di donna tradita e sporge denuncia al commissario Spanò cosicché gli amanti vengano colti in flagranza di reato: la relazione adulterina sarà cosa pubblica e i protagonisti non potranno più fingere, i pupi onorevoli saranno fatti a pezzi.

Il pupo va adeguato alla verità collettiva

Nella casa dell'infamia arriva donna Assunta, la madre di Beatrice, per cercare di mettere una pezza allo scandalo e convertire la figlia al ruolo più assennato di moglie onorata di marito fedele, per cercare di smontare l'oscenità e ricomporre il comune senso dell'onorabilità della famiglia Fiorica. Nessuno pensa a Ciampa fin quando non piomba in casa nel pieno dell'accesa discussione. In un accorato e doloroso sfogo il cornuto accusa Beatrice di perfida crudeltà: Ciampa avrebbe dovuto vestirsi da pupo vendicatore e uccidere moglie e amante. A meno che Beatrice non avesse ristabilito l'onorabilità di tutti i pupi, confessando che l'adulterio del marito è frutto della sua fissazione, della sua pazzia. Tanto basta poco per far credere di essere pazzi: basta gridare la verità, basta sbattere la verità in faccia agli altri.


Gli equilibrismi riusciti sull'ambiguità dei personaggi.

Questa regia di Francesco Bellomo riesce a trovare la giusta misura in un allestimento che riprende l'originale umorismo della prima versione della Birritta cu ' i ciancianeddi ma ne mantiene la gravità della circostanza, il dramma personale di Ciampa, la catastrofe prima intuita e poi franatagli addosso. E Gianfranco Jannuzzo conferisce al personaggio di Cianpa tutta la complessità umorale: l'acume e il criterio, la bonarietà e compassione, la consapevolezza e l'avvertimento, il livore e l'insidia della ritorsione. Ridà al ragioniere “becco” l'originale connotazione territoriale e caratteriale senza mai sbordare e riesce a contagiare la sua ratio a tutto il pubblico che risponde con applausi a scena aperta. Meritatissimi.

Altro bravo equilibrista della scena è stato Gaetano Aronica che ha dato prova della sua bravura e versatilità d'attore interpretando un Fifì composito, all'occasione sornione e fatuo, allarmato e inquieto, uomo duro e succube mammone, risoluto e remissivo. Altro personaggio in continuo dilemma è il commissario Spanò, interpretato dal valente e divertente Franco Mirabella: sempre in bilico fra i doveri professionali e i rapporti confidenziali con la famiglia Fiorica. Non ha nessuna incertezza invece Beatrice, una Emanuela Muni spiccata, determinata, imperterrita nella sua rivendicazione da donna fuori epoca o forse fuori ambiente, che ha mostrato grinta e una interpretazione convinta e convincente. Anna Malvica nel ruolo di donna Assunta è ormai un piacevolissimo cameo che Francesco Bellomo regala ormai da un pezzo e che il pubblico di Agrigento ha molto apprezzato. Pubblico che ha tributato il giusto e considerevole consenso, dettato non dal campanilismo ma da una reale approvazione dello spettacolo.

Lunghi applausi finali anche per Alessandra Ferrara (Fana), Caterina Milicchio (Nina), Delia Merea (Fantasia) e Veronica Rega, una piacevole Saracena romana de Roma e per questo forse impropria ma... quando Il berretto a sonagli suona così bene qualcosa si può assolvere.

 

Visto il 25/11/2018
al teatro Pirandello di Agrigento (AG)

Il berretto a sonagli
Prosa
Informazioni principali
Regista
Francesco Bellomo
Protagonista
Gianfranco Jannuzzo

Francesco Principato

  AUTORE di AGRIGENTO

Scopre tardi il rapporto con la scrittura ed è tuttora molto misurato nella produzione lettera ria. Scrive il primo romanzo, ‘Livello zero’, nel...

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