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IL BARBIERE DI SIVIGLIA

Trionfano i cartoons nel “Barbiere di Siviglia” del Filarmonico di Verona

Recensione:
Il barbiere di Siviglia © Ennevi 

“Ti vedo grasso e tondo”, esclama Almaviva squadrando Figaro. Ma in realtà sul palco del Teatro Filarmonico di Verona tutti i personaggi del Il barbiere di Siviglia hanno dimensioni esagerate, paffuti e tondi, con buffe iperboliche acconciature. Persino la graziosa Rosina appare debordante come una donnina di Botero. Interagiscono tutti con i divertenti cartoons proiettati sullo sfondo, dall'umore cinicamente beffardo – esilarante la rappresentazione degli effetti della calunnia – che si snodano in perfetta sincronia con il procedere della storia. 

Fanno ben più che da semplice scenografia: sono un travolgente motore dell'azione sospinto da un ritmo irresistibile, oltre che un divertente e perfetto contraltare dei personaggi in scena, fra i quali figura sin dall'inizio lo stesso Rossini. Pigramente adagiato a letto, viene sollecitato dal direttore a consegnare la partitura dell'opera: è bello pingue anche lui, come nelle caricature d'epoca. Anzi, il suggerimento è che Figaro, Almaviva, Bartolo, Basilio altro non siano che suoi burleschi alter ego.

Dal Brasile all'Italia, sull'onda dei fumetti d'autore

Dobbiamo l'ideazione di quest'oliatissimo congegno al regista Pier Luigi Maestrini, la realizzazione pratica al cartoonist Joshua Held, fiorentino a dispetto del nome. Lo spettacolo venne creato nel 2010 su commissione della Companhia Brasileira de Ópera, con enorme fortuna accumulando più di cento rappresentazioni nel paese sudamericano. Poi fu riveduto di sana pianta in vista di alcune recite, nell'autunno 2015, al Filarmonico di Verona, dove è stato ora ripreso per inaugurare – ma solo in streaming, ecco il link – la nuova Stagione Lirica 2021. 

L'assunto di base – l'interazione fra personaggi 'veri' e disegnati - non è nuovo, e potrebbe sembrare bizzarro e forzato se calato in un'opera. Pure, se dapprima sconcerta un po', presto ci si accorge come questo Barbiere a fumetti in effetti funzioni benissimo, in un rutilare di invenzioni visive che sottolineano ed esaltano la comicità travolgente, surreale ed astratta del capolavoro rossiniano.


L'orchestra è governata da Francesco Ivan Ciampa, che imposta una concertazione ben curata, dal tocco leggero e frizzante; e l'andatura spigliata ed arguta che vi imprime riflette bene dal di dentro lo spirito innovativo dell'operazione. Vocalmente travolgente, Mario Cassi s'immedesima a perfezione in Figaro già dalla travolgente entrée, con voce pastosa, rotonda, sinuosa, ed un temperamento brioso e carico di mordente. Almaviva dovrebbe essere un Grande di Spagna, un nobile orgoglioso ed altero; ma qui, ridotto ad una macchietta, trova in Francisco Brito poco vigore, ed un canto un po' confuso, esile nel volume ed approssimativo nelle agilità. Gli si risparmia il pirotecnico rondò finale «Cessa più di resistere», ed è forse un bene. 

La Rosina di Chiara Tirotta fa il suo ingresso adagiata in un letto di rose, come Mena Suvari in American Beauty: qui però è tutto un tripudio di simpatica cellulite. Mezzosoprano di colore chiaro, tendente al sopranile, la giovane artista calabrese mette in campo un timbro morbido e lucente, ed apprezzabile consistenza di voce; in più affronta le colorature in scioltezza, brillante e sicura, e dà piena concretezza alla volitiva fisicità della ragazza.

L'esperienza conta, eccome!

Di una generazione più anziano di loro, interprete assai scaltrito, Carlo Lepore impersona a pennello Don Bartolo, sia per la personalità vocale – emissione gagliarda, energica, ricca di sfumature e sciolta nel sillabato – sia per la sapida verve attoriale, che asseconda la comicità calibrata, priva di cachinni, richiestagli dalla regia. Malevolo e perfido, Don Basilio spande attorno un olezzo maleodorante, tale da stecchire gli uccelli. Lo schizza con bravura e spigliatezza Riccardo Fassi, giovane basso baritono dalla dizione e dal fraseggio molto puliti, tenendosi alla larga dalla fazione dei buffi caricati. Efficenti parti di fianco: Fiorello è reso da Nicolò Ceriani, Berta da Daniela Cappiello, l'ufficiale da Omar Kamata.

 

Visto il 31/01/2021
al teatro Filarmonico di Verona (VR)

Il Barbiere di Siviglia
Lirica
Informazioni principali
Regia
Pier Francesco Maestrini
Protagonista
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Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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