Geolocalizzazione

Se lo desideri puoi concedere il consenso alla localizzazione per visualizzare notizie e spettacoli della tua provincia.

Oppure puoi selezionare manualmente la tua provincia:

IL BARBIERE DI SIVIGLIA

Il Valli di Reggio Emilia offre in streaming un “Barbiere di Siviglia” dadaista

Recensione:
Il barbiere di Siviglia © A. Anceschi

Che siano questi tempi bui e problematici a spingerci verso gli spettacoli di evasione? Fatto sta che nell'offerta streaming o televisiva nostrana, nel giro di pochi mesi, abbiamo avuto a disposizione almeno quattro nuove versioni de Il barbiere di Siviglia, proposte dai teatri di Pesaro, Piacenza, Roma e Verona. Cui si aggiunge ora una quinta, disponibile a partire da domenica 11 aprile sul portale Opera Streaming (visibile nella scheda dello spettacolo - sezione VIDEO), grazie al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia.

Registrato a fine marzo, questo nuovissimo Barbiere si fa forte innanzitutto dell'ottima concertazione del giovane direttore Leonardo Sini, sin dalle prime battute decisamente interessante: raffinata nell'insieme, ricercata nella resa strumentale (certi particolari, opportunamente sottolineati, ci sembra scoprirli per la prima volta), e pervasa da una musicalità leggera, frizzante, tutto un zampillare di freschezza e vitalità. 


Un Rossini al top, grazie anche al concentrato impegno dell'Orchestra Filarmonica dell'Opera Italiana Bruno Bartoletti, ed al buon Coro Claudio Merulo preparato da Martino Faggiani. Per inciso, siamo di fronte ad un nuovo allestimento in coproduzione con il Teatro Comunale di Modena dove lo spettacolo sarebbe approdato in seconda battuta, se il Covid non costringesse tutti lontani dalle sale. E chissà quanto ancora durerà questa astinenza...

Un gioco sfavillante di ruoli

Anche la costruzione della compagnia, innervata di verdi talenti, persegue un savio bilanciamento ed è foriera di soddisfazioni. I panni di Figarotraje de luces da torero, zazzera alla Presley – toccano a Simone Del Savio, baritono dalla inesausta vivacità scenica. E' un interprete per il quale espressività, accento, timbro accattivante, agilità di tessitura, docile fraseggio, saranno magari doti innate, ma che evidentemente sono affinate con laboriosa applicazione. 


Per il ruolo di Rosina s'è scelto un soprano – Michela Antenucci – dal buon dominio della tessitura superiore, e pienamente a suo agio in quella sottostante. Supera indenne i passaggi virtuosistici, canta con sciolta nonchalance e fornisce piena credibilità scenica alla volitiva pupilla rossiniana. Noi continueremmo a preferire i mezzosoprani; ma di fronte a questi buoni risultati, va bene così.
Il giovane cantante colombiano César Cortés impersona Almaviva come si conviene ad un buon prototipo del moderno tenorismo rossiniano: così in lui ritroviamo timbro caldo e morbido, linea vocale fiorita e ricca di mordente, registro superiore gestito senza problemi, conveniente resa delle colorature. 

Il baritono spagnolo Pablo Ruiz dopo esser stato invecchiato ad arte tratteggia, tanto vocalmente quanto scenicamente, un caparbio e simpaticissimo Bartolo; Guido Loconsolo ci offre un Basilio un po' sbrigativo, dai tratti asettici; Ana Victoria Pitts impersona bene Berta; Alex Martini passa con scioltezza da Fiorello all'Ufficiale; il bravo mimo Julien Lambert è Ambrogio.

Una follia organizzata, secondo la definizione di Stendhal

La cifra visiva scelta dal regista Fabio Cherstich, supportato dalle sgargianti scenografie di Nicolas Bovey, dagli iperbolici costumi di Arthur Arbesser, da Marco Giusti alle luci, imposta uno spettacolo bizzarro, surreale, dalla stravaganza Dada, pieno di piccoli sketch, che mette in scena di tutto e di più, con in azione un profluvio di mimi: insegne luminose, saliscendi, poltrone e cembali che svolazzano, vasche da bagno, botole che si aprono facendo apparire un Basilio luciferino, enormi megafoni, pedane sbieghe o dondolanti, un confessionale capovolto, un frigorifero pieni di birre “Bartolo”. 
Ed un irresistibile, frenetico Ambrogio che non smette mai di disinfettare ogni cosa. Ma quello che più conta è che la regia scorre brillante, spiritosa, travolgente come un torrente in piena. Ed un po' folle e strampalato, come si conviene a Rossini.

 

Visto il 11/04/2021
al teatro Municipale Romolo Valli di Reggio Emilia (RE)

Il barbiere di Siviglia
Lirica
Informazioni principali
Regia
Fabio Cherstich
Protagonista
---

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

>> continua