I GIGANTI DELLA MONTAGNA

L’incompiuto capolavoro del teatro pirandelliano visto con gli onirici occhi di Gabriele Lavia

Recensione:
I giganti della montagna © Tommaso Le Pera

Uno dei testi teatrali più pregni di senso del premio Nobel per la letteratura Luigi Pirandello, uno dei registi e attori più quotati del teatro italiano, una produzione “mastodontica” con un cast di oltre venti attori e una scenografia imponente, quasi da opera lirica. Tutto questo è I Giganti della montagna con Gabriele Lavia.

Uno stinto sipario asimmetrico si apre su un grande teatro all’italiana abbandonato, tra marmi e bassorilievi crepati che attorniano palchetti con drappi rossi sdruciti che riflettono come pupille ormai vuote uno stato di decadenza segnato dal grande squarcio a metà della struttura.

Lavia capitano degli Scalognati

In questo affascinante e misterioso scenario si muovono gli Scalognati, vivi o morti, forse fantasmi, che hanno deciso di sottrarsi alla vita “degli altri uomini”, capitanati da Crotone, interpretato dallo stesso regista Gabriele Lavia. Cappello alla turca e completo cromaticamente non abbinato, egli tira le fila di uno dei testi più concettuali dello scrittore agrigentino, falcando con passi decisi la passerella che collega il palco alla platea, attraversando questa in lungo e in largo da bravo raisonneur.

Arriva presto però l’elemento disturbante, quello che cambia le carte in tavola e scatena il cambiamento: la Compagnia della Contessa, stanca e avvilita da un lungo viaggio, fa il suo ingresso su un carretto, richiamo alla sicilianità del testo e del suo creatore, creando scompiglio ma generando soprattutto un confronto serrato fra la spensieratezza degli Scalognati e l’ancoraggio alla realtà disillusa e deludente degli attori della Compagnia.

I costumi di Andrea Viotti ben sottolineano la sostanziale differenza fra i due gruppi, vestendo di sgargianti colori e buffi accessori gli Scalognati, e lasciando la sobrietà dei toni scuri per la Compagnia. Fa eccezione la Contessa Ilse (Federica Di Martino), di viola vestita, lunghi capelli rossi e una fisicità spinta a incarnare i dolori ragione della sua rovina. Un terzo gruppo colora il palcoscenico nel secondo atto, presenza forte e scenicamente importante. Si tratta dei Fantocci che raffigurano i personaggi de La Favola del figlio cambiato, il dramma che avrebbe dovuto rappresentare la Compagnia.

Realtà o finzione? Vita o morte?

Fra strane presenze e voci che attorniano La Scalogna, sulla quale spunta una luna piena allo stesso tempo rassicurante quanto minacciosa, il dramma si consuma fra realtà e finzione, vita e morte, come l’episodio raccontato dall’anziana Sgricia, inizialmente interpretata dall’attrice catanese Nellina Laganà, recentemente scomparsa.

I giganti della montagna, veri protagonisti del dramma, sono sempre lì, assenti eppure presenti nelle parole e nei gesti dei personaggi. Presenza/assenza che si fa notare, Lavia ha voluto battere il chiodo sul dato che Pirandello, scrivendo il testo, sapesse già di dover morire. «Alla fine del secondo atto, scrive le ultime cinque parole della sua vita e di tutto il Teatro delle maschere nude: “Io ho paura, ho paura…”». Lavia rispetta questa fine non fine, mentre tutti i personaggi non possono far altro che alzare lo sguardo al cielo, squarciato dal rumore della venuta dei Giganti.

I giganti della montagna colpiscono ancora

La Fondazione Teatro della Toscana produce uno dei più dispendiosi spettacoli di prosa degli ultimi anni, scegliendo una scenografia importante e un cast di oltre venti attori che riempiono il palcoscenico in un tripudio di colori e voci che, oggi come oggi, ha dell’incredibile. Nonostante il protagonismo scenico e registico di Lavia non lasci loro forse troppo spazio, I giganti della montagna è sicuramente uno spettacolo ben fatto, che restituisce agli spettatori la bellezza di un testo senza tempo e ancora pieno di interrogativi.

 

Visto il 12/01/2020
al teatro Arena del Sole - Sala Leo de Berardinis di Bologna (BO)

I giganti della montagna
Prosa
Informazioni principali
Regia
Gabriele Lavia
Protagonista
Gabriele Lavia, Federica Di Martino, Clemente Pernarella

Erika Di Bennardo

  Redattore

Nata nella terra dove il fuoco dell’Etna incontra il limpido Mar Mediterraneo, l’arte è da sempre la mia passione, in tutte le sue declinazioni. ...

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