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GALA DI BALLETTO

Da Alessandra Ferri a Roberto Bolle: il Balletto alla Scala rinasce con un bacio

Recensione:
Alessandra Ferri e Federico Bonelli © Antonio Raffaele

Il bacio che unisce Alessandra Ferri e Federico Bonelli sul palco del Teatro Alla Scala tiene il pubblico inchiodato alle poltrone. E’ il segno di un nuovo inizio, la rinascita del balletto dopo l’emergenza Covid 19. Ma è anche il simbolo del contatto ritrovato, della condivisione che si fa gesto, carezza, pensiero dell’altro.

Basterebbe questo brano, che ha chiuso il primo atto del Gala di balletto al teatro Alla Scala di Milano, il pas de deux da “Le Parc” di Angelin Preljiocaj su musica di Mozart, a rendere speciale una serata composita, con tanti capolavori della coreografia e tante stelle della danza.

L’orchestra, diretta da David Coleman, è sul palco. Il pubblico in sala è distanziato. Una sensazione strana avvolge gli spettatori, abituati alla stretta vicinanza l’uno con l’altro. Eppure si respira una concentrazione maggiore, un’attenzione ai dettagli inusuale. La musica direttamente in scena svela il rapporto di reciprocità con la danza.

Un Gala di eccellenze

E’ il pas de trois da “Le Corsaire” ad aprire il Gala all'insegna del virtuosismo, con Martina Arduino, Marco Agostino e Mattia Semperboni sfavillanti nei più difficili passaggi tecnici. “Do a duet” invece ci porta nel contemporaneo: è un duetto al femminile composto dal coreografo Mauro Bigonzetti su musiche di Mozart. Complesso per accenti, equilibri veloci e scomposti, è magistralmente eseguito da Antonella Albano e Maria Celeste Losa.

L’affondo nel romanticismo è perfetto con il primo ballerino Claudio Coviello nell'estratto dal secondo atto della “Bella addormentata nel bosco” di Rudolf Nureyev. Intenso, appassionato, profondo nel ruolo del principe.

Svetlana Zakharova


Così come l’étoile Svetlana Zakharova nella sua toccante interpretazione della “Morte del cigno”
di Michail Fokin su musica di Saint-Saëns. La bellezza inquieta è un bagliore che si perde nella notte.

Ma è nel capolavoro di Roland Petit “Carmen”, su musica di Bizet in omaggio a Zizi Jeanmaire, che la coppia di primi ballerini Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko rende l’atmosfera vibrante. La Manni svela aspetti più giocosi del personaggio, ma non per questo è meno convincente nel ruolo. Don José è rapito nello sguardo e nella mente prima ancora che nel corpo. Insieme fanno rivivere con chiarezza cristallina i sentimenti di sfida e attrazione che rendono questo lavoro una perla del ‘900. 

Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko (ph. MatildeCapelli)

L'abbraccio delle étoiles

L’entrata in scena di Alessandra Ferri e Federico Bonelli, étoile ospiti, incanta il pubblico fin dal primo momento. La coreografia di Preljiocaj cattura le sfumature più delicate dell’amore in un tratteggio semplice e al tempo stesso profondo. Ma è la loro interpretazione a far volare la composizione verso la dimensione universale. Il loro abbraccio è un vortice che il pubblico sente.

Il secondo atto, attesissimo, è il “Bolero” di Maurice Béjart sulla celebre e incalzante musica di Ravel. Un crescendo di pathos, erotismo e partecipazione corale che raggiunge l’apice sul finale. Una sorta di abbandono dionisiaco. Protagonista questa volta è l’attesissimo Roberto Bolle (che non è nuovo al ruolo). 

Roberto Bolle (ph. Brescia/Amisano)


Per chi ha avuto il privilegio di assistere alle interpretazioni di Jorge Donn, creatore del ruolo maschile, e della carismatica e leggendaria Luciana Savignano, o ancora della sensuale stella béjartiana Elisabet Ros, non è automatico calarsi in un’estetica del tutto nuova, scultorea, plastica, non dettata da un impulso istintivo e viscerale. 

Il pubblico, entusiasta, applaude ripetutamente.

 

Visto il 26/09/2020
al teatro Teatro Alla Scala di Milano (MI)

Gala di Balletto
Danza
Informazioni principali
Regia
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Protagonista
Svetlana Zakharova, Roberto Bolle, Corpo di Ballo del Teatro alla Scala

Simona Griggio

  REDATTORE di MILANO

Giornalista e critico di spettacolo. Comincia la sua attività nel 1995 a Milano collaborando con il magazine Madame Class Figarò, ed in seguito con ...

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