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FOGLI D'IMMENSO SILENZIO

Uno spettacolo intelligente sulla Grande Guerra

Recensione:
Uno spettacolo intelligente sulla Grande Guerra

In Fogli d’immenso silenzio Antonio Nobile affronta il tema della commemorazione della prima guerra mondiale attraverso la lente del poeta Giuseppe Ungaretti mostrandocelo in trincea come giovane soldato tra altri soldati.
Un soldato come gli altri anche se differenze di classe, geografiche e di curiosità intellettuale, lo distinguono come singola persona, rimanendo pari tra i pari.
Una comunanza tra uomini che non è tanto quella dettata dalla (retorica della) unificazione italiana ma, più semplicemente, quella tra esseri umani mortali.
Lo spirito di corpo, la difesa dei più giovani (magari gli innamorati di una persona cara), sono tutti sentimenti mossi dalla pervicace e disperata lotta contro la morte che, per quanto ineluttabile, non induce mai alla rassegnazione. 
Nobili mette in scena dei personaggi soldato raccontandoci la trincea senza retorica, senza enfasi, senza cercare nemmeno l'afflato poetico: le parole del poeta (per l'uso delle quali ha ottenuto l'autorizzazione dagli eredi) compaiono nello spettacolo in una sinergia elegante con quelle sue.
Nobili riesce a non cedere a nessuna facile soluzione ad effetto (e sì che l'argomento glielo permetteva) a nessuna tentazione retorica, senza insistere nemmeno troppo sul sentimentalismo, approntando una visione privata della guerra o, meglio, dei soldati in trincea, sostenuta da una narrazione per scene brevi, icastiche, simboliche, che non cercano mai l'effetto verista pur rimanendo dannatamente concrete (come i sacchi di iuta dilacerati che ricoprono la parete di fondo).
Corona la messinscena una partitura musicale splendida che presenta alcune indovinatissime canzoni scritte da Antonio Tocco e Davide Tamburrino e magnificamente arrangiate da Emiliano Begni suonate e cantate dal vivo  con un organico di quattro strumenti (pianoforte, chitarra, contrabbasso e violoncello).
Molto convincenti gli e le interpreti, anche nelle doti canore, in uno spettacolo che si fa vedere molto volentieri presentandosi con una cifra stilistica unica, tra musical e racconto intimo, tra discorso sulla memoria e riflessione sulla Storia.
L'unico rammarico è il punto di vista sulla guerra dei personaggi femminili che si limita a guardarla come un evento che non le riguarda direttamente, ma sono come donne dei soldati. Ben tre canzoni dello spettacolo sono dedicate allo smarrimento femminile nel pensare in trincea il proprio uomo amato sia esso figlio marito o fidanzato.
Una distribuzione dei ruoli un poco sessista, sicuramente in linea con la retorica di allora, ma che forse, oggi, avrebbe potuto osare qualcosa di più e parlarci, per esempio, anche del fatto che le donne non si limitavano a rimanere in casa ad aspettare gli uomini ma andavano in fabbrica al posto loro, a costruire le armi.

 

Visto il 11/12/2015
al teatro Nuovo Teatro Orione di Roma (RM)

Fogli d'immenso silenzio
Informazioni principali
Regia
Antonio Nobili
Protagonista
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Alessandro Paesano

  EX-REDATTORE di ROMA

Di origini siciliane, ma nato e cresciuto a Roma, Alessandro Paesano arriva alla critica teatrale (su Cinema d'Essai), e cinematografica (su Film) neg...

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