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E PENSARE CHE ERO PARTITO COSì BENE...

E pensare che ero partito così bene: cronache confuse di una vita folle

Recensione:
Flavio Bucci

Era veramente partito bene Flavio Bucci, l’attore dalla grande carriera teatrale e cinematografica che vanta una vita di vizi ed eccessi. Quella stessa vita diventa spettacolo autobiografico dal titolo E pensare che ero partito così bene..., scritto dallo stesso Bucci insieme a Marco Mattolini che ne ha curato anche la regia.

Confessioni da bar

Più che uno spettacolo è una confessione da bar, una di quelle che s’inizia a raccontare senza remore davanti a un bicchiere. Seduto a un tavolino, in compagnia di una bottiglia di Campari, Flavio Bucci se ne sta comodo con il sorriso amaro di chi nella vita ne ha viste tante. Memorie dal passato si gettano in platea come un fiume in piena, a rivivere è il Bucci dell’infanzia, del militare, degli amori e del teatro.

Stargli dietro è un po’ difficile. L’attore mescola citazioni, politica, riflessioni sul tutto e sul niente. Bisogna prendersi qualche minuto per abituarsi al suo ritmo serrato e nervoso. Fortunatamente alle parole si aggiungono suoni e immagini proiettati sul grande schermo dietro le sue spalle. Come una sorta di flashback visivi si materializzano figure e personaggi significativi per la carriera e la vita dell’artista: da Sordi a Gassman, da Pirandello a Shakespeare, mentre lui, come il narratore d’un vecchio film sulla sua vita, offre aneddoti, curiosità e dettagli di un’intera esistenza passata a interpretare qualcuno.

Il personaggio e l’attore

Flavio Bucci ride, fuma senza sosta, ironizza, salta le battute e litiga con chi, attraverso delle cuffie, gli suggerisce la parte. Il ruolo del personaggio beffardo è esasperato, nullo il confine tra realtà e finzione. Anche la regia fatica a stargli dietro, sbagliando a proiettare un’immagine o a riprodurre un brano. Ristabiliscono l’equilibrio, la ballerina Almerica Schiavo e l’attrice Gloria Pomardi, impegnate nella difficile impresa di dare continuità alla rappresentazione oltre che a fare da spalla all’attore.

A sorpresa, il personaggio e gli aneddoti da bar lasciano posto al grande attore che si esibisce in frammenti di opere che ricordano al pubblico il suo talento: Diario di un pazzo di Gogol’, Uno, nessuno e centomila di Pirandello e Riccardo III di Shakespeare.

Per un momento, tra il caos teatrale al quale si è costretti a sottostare, si riesce a scorgere la sua vera essenza che è quella di un Bucci dalla fisionomia bizzarra, dall’interpretazione intensa e dallo sguardo pungente che ha reso famosi ed eterni personaggi come Don Bastiano (Il Marchese del Grillo) e Ligabue. Lo spettacolo sfinisce e confonde. Riflette Flavio Bucci in tutto quello che è e che è sempre stato. È una cronaca confusa sulle follie della vita raccontata da chi quelle follie le ha vissute tutte.

 

Visto il 16/01/2019
al teatro Belli di Roma (RM)

E pensare che ero partito così bene...
Intrattenimento
Informazioni principali
Regista
Marco Mattolini
Protagonista
Flavio Bucci 

Marilisa Pendino

  Redattore

Laureata in Informazione, Media e Pubblicità all’Università “Carlo Bo” di Urbino e diplomata in critica giornalistica per lo spettacolo presso...

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