''...A E I O U...'' - OMAGGIO A DON RAFFAELE

Nella metà degli anni ’70 na…

Nella metà degli anni ’70 nasce uno sterile dualismo su chi tra due grandi commediografi quali Eduardo De Filippo e Raffaele Viviani ritragga il vero volto di Napoli. Il primo, a metà strada tra Pirandello e Cechov e per questo compreso ed amato anche fuori dai confini regionali e nazionali, è considerato, soprattutto da “Questi fantasmi” in poi, il portavoce del teatro borghese, con quei personaggi appartenenti al ceto medio, ed i loro drammi familiari spesso legati al piccolo vivere quotidiano, il secondo, invece, è più sanguigno e, già nel linguaggio, più vicino al sottoproletariato, i suoi drammi raccontano di malavita, fame, disoccupazione, ed i suoi personaggi vivono ai margini, sono quindi scugnizzi, zingari, prostitute, pescatori, guappi, truffatori e saltimbanchi. Va da sé che il “teatro militante” o pseudo tale ha sempre preferito quest’ultimo, attingendo a piene mani dal suo repertorio realizzando spesso rappresentazioni ricche di intellettualismi ma povere di spontaneità ed emozione, con un conseguente snaturamento di quello che invece, come abbiamo già detto, era ed è un teatro “popolare”, inteso nell’accezione più pura del termine. Ci ha fatto pertanto particolarmente piacere assistere alla messinscena del collage di testi “vivianei” curata dal giovane attore e regista napoletano Roberto Capasso col titolo “…a e i o u…”. Ci ha fatto piacere perché, non perdendo d’occhio la dolente denuncia sociale, a cui sicuramente puntava il drammaturgo stabiese, Capasso ha puntato soprattutto sulla spontaneità dei personaggi dirigendo lo spettacolo con grande sobrietà, mettendo in risalto l’emozionalità dei testi selezionati. Lo spettacolo comincia con l’omaggio di Bertolt Brecht all’ “autore drammatico”, declamato da una voce fuori campo, mentre in penombra gli attori in scena, come burattini, dapprima immobili, incominciano ad animarsi al suono della celeberrima “Rumba degli scugnizzi” (da “L’ULTIMO SCUGNIZZO”) intonata dai musicisti Luca Toller e Salvatore Morisco. Oltre al regista, che con classe e misura si è ritagliato come attore poche e riuscite caratterizzazioni tra cui va ricordata almeno quella dello “scopatore” da “O’VICO” a cui ha prestato la sua ironica maschera puramente "vivianea", abbiamo apprezzato il giovane e coinvolgente Giampiero Schiano che da “EDEN TEATRO” ci ha regalato un esilarante “presentatore”, dall' appropriata fisicità e dalla schietta esuberanza. Ma soprattutto è stato un piacere applaudire la straordinaria Nunzia Schiano, Attrice, anzi Artista a tutto tondo, forse conosciuta dal grande pubblico grazie alle sue riuscite partecipazioni in film campioni di incassi firmati Vanzina e Pieraccioni, ma che innanzitutto vanta una carriera teatrale di tutto rispetto, ed in questo spettacolo ci offre un’ulteriore prova della sua poliedricità. Ci ha commosso la sua “Bambinella”, cantata a gran voce, di cui ha reso perfettamente l’anima smarrita e determinata allo stesso tempo, e in “Comm’e fronne” il canto dolente diventa per metà un monologo rabbioso e tragico. Toccanti sono state anche le interpretazioni del tenero “sapunariello”(“TOLEDO DI NOTTE”) e del monologo “Tre passi” a cui, come in un gioco di specchi voluto dall’intelligente regia, ha risposto cantando lei stessa “Canzone sott’ ‘o carcere” (“CIRCO EQUESTRE SGUEGLIA”). Non meno convincente sono state le sue incursioni nel repertorio comico di Viviani, qui rappresentato soprattutto dai brani tratti da “EDEN TEATRO”, e di cui vanno ricordate almeno le interpretazioni di “Fanny Pipì” e “Carmen Zucconas”. Lo spettacolo si conclude infine con una riuscita interpretazione di Capasso della poesia “Guaglione”, in cui l’autore racconta di come lui da bambino abbia smesso d’essere uno scugnizzo per imparare quell’ “a e i o u” che gli hanno permesso di diventare l’artista che noi tutti conosciamo.

 

al teatro Centro Teatro Spazio di San Giorgio A Cremano (NA)

''...a e i o u...'' - Omaggio a Don Raffaele
Musical e varietà
Informazioni principali
Regia
Roberto Capasso
Protagonista
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