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DR. NEST

Il viaggio onirico dei Familie Floz, tra normalità e follia

Recensione:
Familie Floz © Valeria-Tomasulo

Familie Floz, poliedrica e talentuosa “famiglia” di artisti berlinesi, torna ancora una volta in scena con la sua poetica al confine tra reale e fantastico, verità e immaginario, accompagnando il pubblico in un viaggio a doppio binario tra follia e normalità.

Dr. Nest, un nome che “cura”

Lo spettacolo trasporta sul palco la vita delirante di una casa di cura per pazienti psichiatrici, un modo romantico di andare oltre la follia per mostrare la verità attraverso lo sguardo del nuovo “inquilino”, il Dottor Nest.  I personaggi, ispirati ai protagonisti dei saggi del famoso neurologo e scrittore britannico Oliver Sacks, rappresentano un microcosmo bizzarro e perfettamente funzionante, e introducono lo spettatore in un mondo sovraordinario in cui follia e dolcezza si mescolano e si amalgamano.

Dr. Nest è lo sguardo privilegiato su questo mondo, il suo stesso nome “Nest”, che tradotto significa "nido”, rimanda a un luogo accogliente, in cui trovare cura, nutrimento, calore, un luogo da cui volare via e al quale si contrappone, quasi come in una dantesca legge del contrappasso, la gabbia, rappresentata dalla casa di cura, dalle barriere reali e mentali all’interno delle quali i personaggi vivono.

Del labile confine tra normalità e follia

È proprio nell’incontro con l’altro che Dr. Nest inizia a perdere la fiducia nelle sue certezze scientifiche e l’altro diventa il folle specchio dei suoi dubbi e delle sue insicurezze. La progressiva discesa del Dr. Nest negli abissi della follia, organizza la scena a livelli progressivi, in continua successione, le porte e le barriere dell’umana percezione si aprono e si chiudono come una matrioska, i confini che separano sanità e follia diventano via via più labili e inconsistenti.

Centrale è il tema del continuum normalità-anormalità, in cui la differenza tra i ruoli è accessoria, càmice e camìce di forza sono fatte della stessa stoffa e, come in una danza, passano da medico a paziente rendendo illusoria la distinzione tra ruoli.

La grammatica emozionale dei Familie Floz

La struttura drammaturgica si caratterizza per l’assenza del verbale, che qui, più che in altri spettacoli, si fa carico di significato ed essa stessa significante. La sintassi che ne risulta è significativa e ancor più profonda di ogni discorrere intorno alla mente umana e alle sue mille sfaccettature, si potrebbe parlare a giusto titolo di una grammatica emozionale per immagini.

Nulla è più vero di queste maschere, componenti caratterizzanti della compagnia, che contribuiscono, insieme agli attori stessi, al processo creativo che porta alla nascita dei personaggi. I caratteri apparentemente immobili di questi faccioni di gomma, prendono vita attraverso la gestualità di un corpo che vibra, lasciando incredibilmente trasparire fuori di sé, le mille sfumature emozionali di cui è capace. Avviene qui la magia dei Familie Floz, che fa sì che il pubblico si trasformi nell’essere umano che vive dietro ogni maschera.

 

Visto il 06/12/2019
al teatro Bellini di Napoli (NA)

Dr. Nest
Intrattenimento
Informazioni principali
Regista
Hajo Schüler , Michael Vogel
Protagonista
Familie Floz

Loredana Borrelli

  Redattore

"Storica penna" di teatro.it e psicologa. Da sempre intenta a coniugare queste due grandi passioni. Fa parte per 5 anni della Compagnia Teatrale G...

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