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CONTENUTI ZERO VARIETà

Contenuti zero varietà, una follia che può dare dipendenza

Recensione:
Contenuti zero varietà

Sette spettacoli, sette puntate diverse di un unico modo di intendere il cosiddetto varietà, rivisitato in chiave moderna e forse indefinibile. Contenuti zero varietà, recita il titolo, ma niente di più fuorviante rispetto alla spettacolare quantità di spunti, idee, trovate che costellano questo show, una serie che il Teatro Leonardo di Milano mette in scena secondo un calendario di date che si snocciolano da gennaio ad aprile. E che danno la sensazione di poter creare una forte dipendenza nel pubblico, grazie a un mood stralunato ed effervescente e a un (consistente) tocco di sgangherata follia.

Il funambolico pianeta di “Contenuti zero”

La presentazione dello spettacolo (abbiamo assistito al secondo della serie, intitolato Le due torri) è riservata allo sponsor, lo zabaione Robespierre, con tanto di testa mozzata, balletti in stile folies bergère e improbabili personaggi che irrompono sul palco al ritmo della musica. Da qui si decolla per il fantasmagorico pianeta di un varietà che, pur conservandone la scansione classica con parti recitate, cantate e sketch (o, come dice l’impagabile presentatore, “schizzi”), ne stravolge del tutto i contenuti.

Difficile riassumere la quantità di invenzioni e trovate che si susseguono sul palcoscenico: si passa dal processo per violenza sessuale perpetrata ai danni di una bambola gonfiabile, all’assurdo esperimento scientifico del classico scienziato-cialtrone da talk show televisivo, fino a salti nella storia antica, con Egizi obbligati dal faraone a camminare solo di profilo, per passare al rapimento del papa da parte di due guardie svizzere, che lo vogliono obbligare a dichiarare guerra a tutte le altre religioni, e chiudere con l’invasione di un manipolo di alieni che altro non sono che napoletani sbarcati sulla Terra per assaggiare la pizza. Ma è solo un elenco riduttivo della scoppiettante raffica di battute e freddure che piovono dalla scena sulla platea, con una cadenza sempre più incalzante.

Ritmo, parodie, musica

Pochi gli oggetti sulla scena: un tavolo, qualche sedia, il cubo su cui si dimena con disinvoltura un Picasso credibilissimo (il Picasso cubista, ovvio). Ma nessuno fa caso a questa sobrietà, che è del tutto apparente, perché il palcoscenico è sempre affollato, i travestimenti azzeccati, e ci si può permettere perfino il lusso di una citazione dell’hollywoodiano La la land, amabilmente canzonato in un breve intermezzo. Il tutto accompagnato dal trascinante commento musicale della band “Tano e l’ora d’aria”, che scandisce senza perdere un colpo il ritmo mozzafiato dello spettacolo.

La realtà dell’assurdo

Non è difficile farsi coinvolgere dal mondo surreale e irriverente di Contenuti zero varietà. Ma attenzione: è un gioco folle solo in apparenza. Vi si può infatti leggere, in controluce, una sarcastica allegoria (parola d’ordine della rappresentazione, storpiando il celebre “allegria” di Mike Buongiorno) della realtà del nostro tempo. Bravissimi tutti gli interpreti, che spaziano dalla recitazione, al canto, al ballo con grande disinvoltura. Ottimi i musicisti, divertimento assicurato, iperbolico e non banale. E una volta entrati nel mondo dei Contenuti zero non è facile uscirne.

 

Visto il 30/01/2019
al teatro Leonardo di Milano (MI)

Contenuti Zero Varietà
Musical e varietà
Informazioni principali
Regista
Pablo Solari
Protagonista
Contenuti Zero

Meo Rabacci

  Redattore

Un nome da gatto, ma sono un umano. Mi chiamarono così i miei genitori, in onore di un ristorante romano dove si conobbero un po' di tempo fa. Laure...

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