Geolocalizzazione

Se lo desideri puoi concedere il consenso alla localizzazione per visualizzare notizie e spettacoli della tua provincia.

Oppure puoi selezionare manualmente la tua provincia:

CANDIDE (O IL BASTARDO)

Uno spazio indefinito, un rin…

Recensione:

Uno spazio indefinito, un ring su cui si scontrano e si susseguono le possibilità e gli stereotipi della società moderna, della nostra quotidianità sempre più globalizzata e agonizzante. Una pedana rivestita da cartoni, circondata ai quattro lati dalla medesima scritta “il migliore dei mondi possibili”, al centro un neon-fuoco primordiale -anima, e in alto, sospesa a mezz’aria come una spada di Damocle, domina la scritta “Europa”. In un angolo, uno spazio Dj: con Mac in bella vista e una chitarra elettrica. Tutt’intorno quattro pedane per gli spettatori , o “persone”, come indicavano i cartelli in un tentativo di de-personalizzazione del pubblico. In questo nuovo mondo, che racchiude in sé tutti i mondi possibili, il regista Pietro Babina mette in scena la vicenda di Candido, tratta dall’omonima opera di Voltaire. Candido è un personaggio dalla personalità complessa, è un viaggiatore alla scoperta di se stesso e del mondo, nel corso del suo viaggio scoprirà il sesso, la violenza, la guerra, l’ironia, il sarcasmo,la fragilità, l’illusione. Candido è uno e trino, sulla scena sono infatti presenti tre artisti-performer, ma il personaggio da loro interpretato è sempre Candido, sono le sue sfaccettature, i mille aspetti della sua anima, i suoi luoghi comuni, le sue prioezioni. Tutta la storia è guidata da voci fuori campo che irrompono sulla scena nei momenti più improvvisi, lo stesso Babina guida Candido nel suo percorso, ma la sua più che una guida è una continua istigazione, la spinta a sfidare il mondo, a reinterpretarlo, a distruggerlo e a scoprirlo nuovamente, le altre voci provengono da vecchi registratori che scendono dall’alto e si materializzano come nuove presenze, nuovi abitanti di quel mondo in cui Candido compie il suo percorso. Come nell’opera di Voltaire, c’è il viaggio tra i popoli e i continenti, ma c’è anche il viaggio attraverso il disfacimento di questi mondi, c’è molta violenza, rabbia, disillusione. Per quanto notevole sia l’impatto scenico, originali l’idea e l’interpretazione del testo, ne deriva un’opera eclettica, in senso positivo e negativo al tempo stesso. Da una parte l’estro che esplode e si materializza in scenografie divertenti, complesse, intuitive, dall’altro “il troppo” l’eccesso di materiali, di caos, di invasività. Arrivano emozioni negative, il senso profondo della creazione artistica viene resa tacita dall’angoscia che invade il pubblico e lo fa smarrire, come Candido, nel mondo che sta osservando e che lo coinvolge senza averlo chiesto. Ritengo che il teatro sia questo ma non solo, ritengo che un’opera possa essere “geniale” senza dover essere eccessiva nei toni e nei volumi. Bologna,Teatro Arena del Sole, 19/03/2009

 

al teatro Arena del Sole - Sala Salmon di Bologna (BO)

Candide (o il bastardo)
Prosa
Informazioni principali
Regia
Pietro Babina
Protagonista
---

Loredana Borrelli

  Redattore

"Storica penna" di teatro.it e psicologa. Da sempre intenta a coniugare queste due grandi passioni. Fa parte per 5 anni della Compagnia Teatrale G...

>> continua