ARLECCHINO - COMMEDIA RIDICOLOSA IN MUSICA

Un po’ Goldoni, un po’ Dario …

Recensione:

Un po’ Goldoni, un po’ Dario Fo, un po’ “Il teatro comico”, un po’ “La fame dello zanni”, al Teatro Creberg di Bergamo è andato in scena l’”Arlecchino. Commedia ridicolosa in musica”, versione dimezzata del più celebre e assolutamente goldoniano “Arlecchino servitore di due padroni” per la regia di Strehler, che il Piccolo Teatro e Ferruccio Soleri portano in giro per il mondo ormai da qualche decennio. Quest’ultimo adattamento dell’Arlecchino, interpretato dai Giovani del Sistina con la regia di Tommaso Paolucci, pur facendo eco ai suoi illustri predecessori, si rivolge a un pubblico di ragazzi e bambini, grazie all’immediatezza di un testo sfrondato dei dialoghi meno immediati dell’originale, alla giovane età di tutti gli interpreti, alla loro freschezza, alla loro dinamicità contagiosa, alla loro comicità caricaturale e a volte grottesca, capace di fare breccia nell’entusiasmo infantile. La compagnia degli Affamati - attori girovaghi della Commedia dell’Arte, con il loro carro di oggetti di scena e costumi, il loro palcoscenico di assi e tre teli dipinti come sfondo, le loro lanterne come unica luce a illuminare la scena, il loro sforzo disperato di combattere, recitando, una fame ormai atavica - si ritrova a interpretare l’”Arlecchino servitore di due padroni”. Il capocomico interpreta l’anziano e avaro Pantalone che, dopo l’annuncio della morte del precedente fidanzato, sta per dare in sposa la piagnucolosa figlia Clarice al figlio del Dottor Balanzone, un bellimbusto di nome Silvio. Il presunto defunto torna in città a reclamare la mano della fanciulla e tutto sembra andare a rotoli, ma in realtà si tratta della sorella Beatrice, travestita in abiti maschili, che sta cercando Florindo, cavaliere di cui è innamorata. Al servizio di Beatrice c’è l’opportunista Arlecchino, che decide di servire anche Florindo per cercare di migliorare le condizioni del proprio stomaco. Tra un equivoco e l’altro la commedia si risolve con il matrimonio delle tre coppie: Clarice e Silvio, Beatrice e Florindo, Arlecchino e la servetta Smeraldina. Nonostante la scarsa presenza di pubblico in sala, lo spettacolo diverte, entusiasma, rallegra l’uditorio, soprattutto quello infantile, assolutamente compartecipe delle vicende dello sfortunato Arlecchino, sempre pronto a un lazzo, a una battuta, a una capriola e a un capitombolo. L’energia contagiosa dei sette giovani attori si trasmette alla platea plaudente, che avrebbe goduto meglio della messinscena nell’intima atmosfera di un raccolto teatro di vecchia concezione, piuttosto che in una vastissima tensostruttura semivuota.

 

Visto il 14/03/2010
al teatro Creberg di Bergamo (BG)

Arlecchino - Commedia Ridicolosa in musica
Per famiglie
Informazioni principali
Regia
Tommaso Paolucci
Protagonista
---

Petra Motta

  EX-REDATTORE di MILANO

Carriera Scolastica 1991 - 1996: Ha frequentato a Bergamo il Liceo Classico Statale Paolo Sarpi, conseguendo la maturità classica con il voto di 60/...

>> continua