Geolocalizzazione

Se lo desideri puoi concedere il consenso alla localizzazione per visualizzare notizie e spettacoli della tua provincia.

Oppure puoi selezionare manualmente la tua provincia:

Alcatraz: da prigione a teatro di racconti, arte ed emozioni

Recensione:
Alcatraz
Alcatraz

Per la prima volta il più famoso carcere del mondo narra le proprie storie attraverso l’arte: dalla recitazione al canto, dalla musica alla danza sino alle acrobazie aeree. Lo spettacolo Alcatraz coinvolge il pubblico in un teatrante circo di emozioni, raccogliendo risate e momenti di riflessione. Lì dove le persone perdono la propria identità per diventare solo un numero, proprio lì, luogo di torture fisiche e tormenti psicologici, l’arte trova la sua forma.

Dalla ilarità alla commozione, costanti sorprese e colpi di scena

Impossibile annoiarsi per la platea del nuovo Psychiatric circus: protagonisti i prigionieri di Alcatraz, ognuno con il proprio vissuto, ciascuno con la propria storia e con i propri limiti, individualmente vittime di un cammino psicologico che li ha incastrati nell’annullamento di se stessi. Le atroci sofferenze e le morti spietate colpiscono i carcerati dall’inizio alla fine dello spettacolo, tra le parole ciniche e l’agire disumano di un direttore –interpretato, nell’occasione, da un eccellente Paolo Ruffini- che si rivela prima di tutti gli altri oppresso dal dolore di una storia agghiacciante.



Gli attimi di suspance e di silenzio di un pubblico in trepida attesa si alternano a momenti di riflessione sulla durezza della vita, sulla diversità dell’essere e su come un errore possa distruggere un’intera esistenza, a brevi e lunghi intermezzi di battute che rendono partecipi gli spettatori in prima persona sul palco. E così la platea scoppia in risate incontenibili, trascinata da brillanti giochi di parole e doppi-sensi, ignara della crudeltà di un racconto da cui verrà catturata nuovamente subito dopo, per giungere ad un finale purtroppo atteso ma che si auspicava cambiasse.


L’incubo si trasforma in arte

I patimenti dei protagonisti, uomini e donne prigionieri, si trasformano, costantemente durante tutto lo spettacolo, in performaces di ogni genere: la prosa sfuma e prendono il suo posto musica travolgente, spettacolari esibizioni aeree, pericoloso lancio di coltelli, impressionanti acrobazie circensi, balli al limite della trasgressione.

Un mix di arte in tutte le proprie forme, in cui i tanti versatili talenti, alla perfezione immedesimati nei detenuti della famosa prigione di San Francisco, esternano il dolore e l’angoscia tramite naturali ed emozionanti artistiche espressioni.

 

Visto il 22/11/2018

Cristina Rovis

  CAPOREDATTORE

All’età di sei anni inizia lo studio della danza classica, intraprendendo, negli anni successivi, anche lo studio delle danze modern jazz e hip hop...

>> continua