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PESCE D'APRILE

Cesare Bocci e Tiziana Foschi: sotto i riflettori il percorso ventennale di amore e patimento

Recensione:
Pesce d'Aprile © Tamara Casula

E' un Pesce d'Aprile crudele quello che incassa Daniela Spada nella primavera del 2000: a pochi giorni dal parto della figlia, un embolo provoca l'ictus che la riduce in coma, immobile, inabile, invalida, assente.

Lo scherzo tragico del destino sancisce un punto di svolta della sua vita e di suo marito Cesare Bocci, il giro di boa drammatico, una tappa fondamentale che stabilisce il prima e il dopo. Perché Pesce d'Aprile è una storia vera, è il vissuto della famiglia Bocci, è la drammatica vicenda che Cesare e Daniela hanno cristallizzato in un libro uscito nel 2016 e che nel 2018, con la collaborazione dell'attrice Tiziana Foschi, è diventata la pièce teatrale di successo che per il terzo anno di seguito replica per i teatri di tutta Italia.

La debolezza dell'handicap è la solitudine

Pesce d'Aprile è la storia di un percorso di dolore, di amore, di rabbia, di sconforto. Di lotta per la vita. E compare subito l'avvisaglia della battaglia che i coniugi sfortunati stanno intraprendendo, fin dalla diagnosi sbagliata: scambiare un ictus per mancamento da esaurimento nervoso è l'emblema del distacco professionale, ma colpevole, dei seguaci di Ippocrate. Ma Daniela Spada, interpretata in scena da una eccezionale Tiziana Foschi, ha una fortuna: ha suo marito. Che le rimane accanto, continua a vivere con lei, ad accudirla, a dialogare anche quando sente la frustrazione di parlare al vento. Non è un fatto unico, non è un caso eccezionale che la famiglia resti unita; ciò che trasforma questo normale avvenimento umano in una storia esemplare è la voglia e la forza di lottare.

Cesare Bocci lotta, combatte ogni giorno la sua logorante battaglia contro le burocrazia dei protocolli medici, contro l'indifferenza di un sistema assistenziale insufficiente, contro le carenze strutturali, contro le barriere architettoniche; lotta contro pubblici ufficiali appiattiti sulla routine del dolore e dell'handicap. E lotta pure contro i sentimenti di frustrazione, suoi e della moglie, contro l'asprezza della sorte, contro il rancore che può nascere dall'invalidità. Ma quando, dopo tempo e cure anche Daniela può tornare a combattere, la battaglia è tutta contro la solitudine, l'auto isolamento del diverso, è contro una società egoista, è contro una cultura ancora non abbastanza distante da Sparta e dal terzo reich.

Bocci, Spada, Foschi: dal dramma personale a rappresentazione teatrale

Pesce d'Aprile, oltre ad essere un'opera letteraria, una testimonianza di impegno, un racconto intimo, una confessione sentimentale, un testo di denuncia, è una performance teatrale agile e moderna. Cesare Bocci intavola una messa in scena minimalista ma efficace: in un quadrato che assomiglia al ring della vita, su un insormontabile gradino, prendono corpo le sequenze dei momenti cruciali della narrazione. In novanta minuti i protagonisti scoprono la loro anima, piangono e ridono della vita, della propria e di quanti hanno incrociato nel loro cammino.

Con una recitazione vivace Cesare Bocci e Tiziana Foschi danno voce e corpo non solo alle personali inquietudini e ai loro spasimi, ci portano in scena anche gli altri: i sani che necessitano di trasfusioni di empatia e gli inabili che necessitano di fiducia e voglia di lottare, dimostrando bravura ed eclettismo. Srotolano fatti ed emozioni, commuovono e fanno sorridere coinvolgendo il pubblico che applaude ad ogni brano in cui riconosce il trasporto intimo o la tematica collettiva.

L'impegno dei protagonisti

Anzi, il sipario a fine rappresentazione non si chiude affatto. Dopo aver ringraziato per il meritato plauso tributato dal pubblico, Cesare Bocci ha continuato con il suo messaggio sociale a favore degli invalidi, promuovendo le associazioni onlus ma soprattutto invitando chi ha questo tipo di problematiche, personali o familiari, a non restare in solitudine, a non aver paura di chiedere aiuto. Oggi è di moda dire che è necessario fare rete e allora facciamo rete, facciamolo per amore e non per odio.

 

Visto il 24/01/2020
al teatro Pirandello di Agrigento (AG)

Pesce d'aprile
Prosa
Informazioni principali
Regista
Cesare Bocci, Peppino Mazzotta
Protagonista
Cesare Bocci, Tiziana Foschi

Francesco Principato

  AUTORE di AGRIGENTO

Scopre tardi il rapporto con la scrittura ed è tuttora molto misurato nella produzione lettera ria. Scrive il primo romanzo, ‘Livello zero’, nel...

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