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Teatro

Nanni Svampa: vi racconto com’è cambiata la città.

Vita da cabaret. Nanni Svampa: vi racconto com’è cambiata la città. L’ex Gufo ripercorre 40 anni di storia milanese all’Ottagono

Nanni Svampa: vi racconto com’è cambiata la città.

Una serata per raccontare la Milano del cabaret di oggi, di ieri e di domani, parlando di palcoscenici e «cantine», della comicità televisiva e della vita d’artista. Nanni Svampa racconterà di sé e della città al giornalista e critico Franco Manzoni che lo intervisterà giovedì 8 luglio (ore 21) all’Ottagono nell’ambito del ciclo «Raccontando Milano», a cura della Fondazione «Corriere della Sera».

"Sarà una chiacchierata — spiega Svampa — che si snoderà seguendo il mio percorso: gli anni ’60, i "Gufi", le cantine, la vita spensierata, la notte di Milano di allora. Poi gli anni Settanta, i concerti, fino a oggi, i miei spettacoli nei Palasport, il libro della mia biografia, dal quale ho tratto per il teatro lo spettacolo che sto preparando, "Scherzi della memoria", i programmi per il futuro, per esempio i due cd che usciranno in settembre".

Come è cambiato il cabaret milanese, oggi?
Beh, è cambiata la città, la vita, è cambiato anche il cabaret, il suo linguaggio. Ma non sono di quelli che dicono "eh, una volta...": a chi rimpiange la comicità di quei tempi rispondo che la colpa è sempre al 50%, un po’ è anche di chi si è rintanato in casa a guardare la televisione...

Proprio in televisione, però, il cabaret sta vivendo una stagione di successi, basti pensare a Zelig...
Ma certo, con Zelig si è vista una comicità di qualità, come le trasmissioni della Dandini, di Paolo Rossi. Però oltre agli artisti di spessore, bisogna pensare anche ai giovani. Ecco, la tv in questo senso fa spesso un cabaret "usa e getta": mancano le "palestre" per i giovani, non c’è il palcoscenico dove se funzionavi "stavi su" due mesi, penso al "Refettorio" di Brivio negli anni ’70, per esempio. Il cabaret è anche questo, e ne parleremo all’Ottagono: il rapporto con il pubblico, i camerini, tanti aneddoti... insomma, è un mondo interattivo.