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Teatro

Un treno, sei clown e tante risate

Gran successo di pubblico per la troupe russa dei Semianyki

Un treno, sei clown e tante risate

Arriva a Spoleto la compagnia russa Semianyki con una messa in scena di pura clownerie, che richiama il grande pubblico: lo spazio teatrale di San Nicolò è infatti pieno e molte sono le famiglie con bambini, come si conviene a uno spettacolo popolare che promette divertimento.

Semianyki Express adotta una struttura collaudata ed efficace: il viaggio di un treno diventa il contenitore per una rassegna di personaggi buffi o grotteschi e di situazioni comiche: una sequenza di scenette di gusto abbastanza convenzionale – come si conviene alla comicità circense – basate anzitutto sulla caratterizzazione dei personaggi, sul linguaggio del corpo, sull'esagerazione, sul contrasto, e insomma su molte delle strategie tipiche della risata. Vediamo allora una ballerina più che florida muoversi con pretese di leggiadria, salvo poi rivelarsi leggera per davvero; un barista che si ritrova immerso in un mare di birra, dove tutto – o quasi – funziona di conseguenza; un cuoco baffuto armeggiare vorticosamente coi suoi attrezzi in una farandola di coltelli e di verdure; e naturalmente l'immancabile corsa per raggiungere il treno perso, con mimica e gusto da pellicola comica del cinema muto.

I sei interpreti sostengono con efficacia un certo ritmo della scena, attraverso un buon lavoro di mimica corporea e una certa precisione dei tempi comici; le risate dalla sala fioccano, anche in virtù dell’empatia col pubblico, che gli attori riescono rapidamente a conquistare. Il lavoro procede sostanzialmente per quadri sciolti, con idee sceniche abbastanza indipendenti; vista la dimensione teatrale dello spettacolo – che dura un’ora e venti – ci si aspetterebbe tuttavia una maggiore presenza dell’elemento poetico, che invece risulta marginale.

In ogni caso, la messa in scena raggiunge pienamente il suo scopo: il pubblico si diverte, ride, si lascia coinvolgere – anche in un canonico siparietto con due spettatori che salgono sul palco per prender parte ad uno sketch – ed esce soddisfatto dalla sala. Non è proprio il tipo di lavoro che ci si aspetterebbe di trovare al Festival di Spoleto; ma se questa scelta è utile a riempire una sala teatrale, e magari a restituire al grande pubblico il gusto dello spettacolo dal vivo, allora non possiamo che applaudire anche noi.

Edgardo Bellini

  Redattore

Appassionato e studioso di teatro, scrive su teatro.it dal 2006 interessandosi soprattutto al teatro contemporaneo e alle scritture del presente. A...

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