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Teatro

Un sodalizio culturale fra Polverigi e Porto San Giorgio

Un sodalizio culturale fra Polverigi e Porto San Giorgio
PORTO SAN GIORGIO(AP) - Si svolgerà giovedi sera alle ore 21,30 presso il Teatro comunale "Vestire gli ignudi" di Pirandello per la regia di Gustavo Frigerio. Si apre così una preziosa collaborazione con l'associazione Inteatro di Polverigi. Con giovedì 22 aprile si aprirà un sodalizio culturale tra il comune di Porto San Giorgio e il teatro di innovazione di Polverigi. Il profondo rapporto sorto con l'associazione "Inteatro", si tradurrà per il prossimo anno ospitando le anteprime del festival del Teatro di Polverigi, uno dei tempi del teatro italiano. "Stabilire contatti con realtà che si sono imposte sul piano internazionale – ha commentato l'assessore alla cultura Giacomo Maroni - nell'ambito della ricerca e dell'innovazione, è un passo decisivo per un'amministrazione che vuole puntare alla riqualificazione delle politiche culturali. I contatti presi con Polverigi, nella persona della Signora Papa, hanno evidenziato la necessità crescente di creare spazi dove possa prender vita e attestarsi lo specifico teatrale, senza concessioni a logiche prettamente spettacolari che sfruttano personaggi con passaggi televisivi, senza nulla concedere alla ricerca che dovrebbe sostanziare il lavoro teatrale". "Vestire gli ignudi", spettacolo che sarà allestito giovedì rappresenta una collaborazione di teatri, con un cast d'eccezione: Alessandra Vanzi, Gustavo Frigerio, Stefano Gabrini, Marco Solari, Flavio Cova, Patrizia Bettini. "In tutta la drammaturgia di Pirandello – ha spiegato Gustavo Frigerio regista - è presente un conflitto che mi appartiene: voler comprendere tutto per poter tutto controllare. Ma l'eccesso di ragionamento rasenta la follia e la follia è figlia della passione. Questo tragico conflitto spesso inibisce l'emozione e rende la vita fredda e rigida, con l'eccezione dei rari momenti di ebbrezza nei quali l'esaltazione dell'amore riunisce pensiero e passione. A mio avviso questa la pièce più feroce dell'autore siciliano". In "Vestire gli ignudi", non si assiste a un dramma della cattiva coscienza, è un'opera coreografica dal ritmo rapido di slanci e cadute, l'alternarsi di distensioni e sospensioni di debolezze e brandelli di amore.

La Redazione di Teatro.it

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