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Teatro

Telemind: la storia di una ricerca, come l’Odissea

Prima assoluta stasera a Mogliano Veneto: uno spettacolo che racconta la storia al “contrario”: il figlio parte alla ricerca del padre. Con un intero cast in scena, diviso nelle due repliche.

Telemind
Telemind

Una storia di ricerca, un ragazzo come tanti, il viaggio della vita. Questo è Telemind: Telemaco, figlio di Odisseo, parte per il viaggio della vita, per cercare un padre che alla fine… ritroverà in se stesso. Un testo ideato e diretto da Marta Cortellazzo Wiel e Giulia Pelliciari: è quest’ultima che ci racconta questa storia fatta di crescita e di scoperta, che va in scena il 27 e 28 luglio al Festival Theatre in Action di Mogliano Veneto, alla Filanda Motta.

Idee portano… idee

All'inizio pensavamo di portare in scena l'Odissea, ma avendo una compagnia di ragazzi era troppo complicato: non hanno ancora l'esperienza per portare in scena quel genere di spettacolo”, inizia a raccontarci Giulia Pelicciari.

Un’idea che ha fatto nascere un’altra idea: sono stati i ragazzi stessi a “creare” Telemind: “Sono stati proprio loro il motore del testo: si sono immaginati la storia al contrario, ossia il viaggio intrapreso dal figlio”, continua Giulia.

Quindi stavolta è il piccolo Telemaco che prende armi e bagagli e si mette in moto, capovolgendo il punto di vista. Lo spettatore adulto ripercorre insieme a Telemaco le varie tappe che l'hanno portato a diventare  “maturo”: il sesso, la droga, l'amore e la morte e ogni tappa che ripercorre gli darà un insegnamento di vita. I più giovani potranno avere un’anteprima di momenti di vita che ancora gli sfuggono, come la seduzione, la perdizione, la perdita di una persona amata e l'amore verso gli animali.

Un titolo che evoca e con cui giocare

Ma perché il titolo Telemind?
Telemind è anche un gioco di parole: TELE non sta solo per Telemaco, ma anche per TELEVISIONE. Infatti lo spettacolo è un sogno che Telemaco fa, nel quale incontra diversi personaggi, un sogno strutturato come un reality, diretto da Atena e Zeus, gli Dei che giocano con questo ragazzo”, ci spiega la regista.

Il bello di questo progetto sta anche nel coinvolgimento totale e corale di tutta la Compagnia La Stanza, fatta appunto da giovani allievi che vanno dagli 11 ai 21 anni, i cui spettacoli sono stati rappresentati in prestigiose sedi teatrali del territorio (Teatro Comunale e Teatro Eden di Treviso, Teatro Goldoni di Venezia, Teatro Salieri di Legnago, Teatro Duse di Asolo) e hanno riscosso un gran successo di critica e di pubblico. 

In scena andranno tutti e 22 gli interpreti, ma divisi nelle due repliche. Ogni ruolo è affidato a due attori differenti e sarà interessante vedere la differenza dei due cast, anche nell’interpretare le medesime indicazioni registiche”, conclude Giulia.

 

Meo Rabacci

  Redattore

Un nome da gatto, ma sono un umano. Mi chiamarono così i miei genitori, in onore di un ristorante romano dove si conobbero un po' di tempo fa. Laure...

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