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Teatro

Stephen Sondheim, una vera leggenda di Broadway

Stephen Sondheim è stato uno dei più grandi autori di musical di Broadway.

Stephen Sondheim
Stephen Sondheim

Di molte persone, nei giorni successivi la loro scomparsa, troviamo lodi e aggettivi importanti, fino alla classica "leggenda", ma nel caso di Stephen Sondheim possiamo affermare che lo era davvero.

Scomparso il 26 novembre all'età di 91 anni, è stato un leggendario compositore di Broadway, autore di numerosi musical di successo, figura tra le più influenti e celebrate nel panorama artistico contemporaneo. Compositore, paroliere, drammaturgo statunitense, Sondheim è considerato uno dei più importanti e influenti autori musicali della seconda metà del Novecento, contribuendo in modo rivoluzionario alla creazione e allo sviluppo del musical moderno.

Stephen Sondheim (1963)

La partitura di una vita

Stephen Joshua Sondheim nasce nel 1930 da una facoltosa famiglia ebraica dell'Upper West Side di Manhattan ammirata da tutti, che entrò in crisi quando il padre lasciò la moglie per un'altra donna; dopo il divorzio Stephen si trasferì con la madre in una fattoria vicino a Doylestown, in Pennsylvania, dove il suo vicino di casa era uno dei più grandi autori del teatro musicale americano: Oscar Hammerstein II.

Il celebrato librettista di Broadway in breve tempo divenne mentore e quasi un secondo padre per Sondheim, trasmettendogli l'amore e la passione per la musica e per il teatro. Dopo il diploma, frequenta il Williams College, una prestigiosa università privata di arti liberali a Williamstown nel Massachusetts, dove studiò composizione con Robert Barrow, che indirizzò il giovane Sondheim verso il compositore e teorico della musica Milton Babbitt.

Dopo la laurea raggiuge a Los Angeles suo padre, scrive la sceneggiatura di una dozzina di episodi della serie TV Topper e conclude quattro musical commissionatogli da Hammerstein.

La carriera, i successi, i premi e i riconoscimenti

Il suo primo successo, all'età di 27 anni, fu come paroliere di "West Side Story", con musica di Leonard Bernstein. Sebbene Sondheim in seguito abbia definito i testi "imbarazzanti", lo spettacolo è stato un enorme successo ed è ancora oggi uno dei musical più famosi di sempre.

Stephen Sondheim al piano, il compositore Leonard Bernstein e il cast di "West Side Story" (1957)


Il suo debutto a Broadway avviene nel 1962 in veste di compositore e paroliere della commedia farsesca "A Funny Thing Happened on the Way to the Forum", che ha vinto un Tony Award come miglior musical ed è andato in scena per più di due anni.

Dopo il primo decennio della sua carriera, non fu mai più uno scrittore su commissione e il suo contributo a uno spettacolo fu sempre parte integrante della sua concezione e realizzazione.

Scelse collaboratori - in particolare il produttore e regista Hal Prince, l'orchestratore Jonathan Tunick e in seguito lo scrittore e regista James Lapine - che condividessero la sua ambizione di estendere la forma musicale oltre i limiti del solo intrattenimento.

Bernadette Peters e Sondheim durante le prove di "Sunday in the Park With George” (1984) 


Negli anni '70 e '80, il suo periodo più produttivo, ha creato una serie di opere sorprendentemente originali e versatili e profondamente diverse tra loro, come "Company" (1970), "Follies" (1971), "A Little Night Music" (1973), "Pacific Overtures” (1976), “Sweeney Todd” (1979), “Merrily We Roll Along” (1981), “Sunday in the Park With George” (1984) e “Into the Woods” (1987).

Nel corso della sua carriera l'artista ha scritto le musiche e i testi di 14 musical di Broadway, vinto 9 Tony Award, 8 Grammy Awards, 5 Olivier Awards, ha ottenuto il Pulitzer per la drammaturgia con "Sunday in the Park with George", e un Oscar per la canzone Sooner or Later (I Always Get My Man) cantata da Madonna nel film "Dick Tracy" con protagonista Warren Beatty, ma i riconoscimenti a cui teneva maggiormente erano i teatri che portavano il suo nome a Broadway e a Londra: lo Stephen Sondheim Theatre nel Theatre District di Manhattan e la sede del Queen's Theatre ribattezzata dal produttore Sir Cameron Mackintosh in onore del compositore nel 2019.

Stephen Sondheim riceve da Barak Obama la Presidential Medal of Freedom (2015)


Il suo valore è stato riconosciuto con le più alte onorificenze concesse negli Usa alle personalità che si sono distinte nel campo dell'arte e della cultura, è stato insignito del Kennedy Center Honors e nel 2015 Barack Obama gli ha attribuita la Presidential Medal of Freedom.

"Per molti amanti del teatro, ci sono i musical, poi ci sono i musical di Sondheim. Quest'ultima è una categoria a sé stante perché con Sondheim, ogni singola parola, ogni rima è stata elaborata al punto da essere melliflua e articolata", ha scritto Garry Nunn sul Guardian.

Sondheim: il massimo compositore-paroliere americano di musical

Artista intellettualmente rigoroso, Sondheim ha sempre cercato nuovi percorsi creativi, nuove modalità espressive: è considerato il massimo compositore-paroliere americano di musical, il più venerato e influente del teatro dell'ultima metà del XX° secolo, se non il più popolare.

Era un uomo seducente, innovativo e geniale, ma con un carattere ombroso e solitario, il suo approccio all’arte era serio e severo sino alla brutalità, Sondheim rappresentava una figura rara nel campo del teatro musicale: il compositore-paroliere. 
Il suo lavoro coniugava sapientemente parole e musica, privilegiando lo stretto rapporto tra questi elementi: riusciva, senza sforzo apparente, a integrare le varie componenti in un insieme finale che risultava essere totalmente al servizio dei personaggi, dell’azione e del testo.
Come ha scritto il New York Times, Sondheim con le sue opere ha «alzato e reinventato lo standard artistico del musical americano», con la sua musica «sempre riconoscibile, eppure splendidamente versatile».

Stephen Sondheim (2010)


Sondheim amava ripetere che "l'arte è il tentativo di portare ordine nel caos" e il giornalista Antonio Monda a tal proposito scrive “la sua intera esistenza, e la sua arte, è stata segnata dalla costante ricerca dell'armonia nel caos e nel mistero dell'esistenza”.

Forza trainante e inesorabilmente innovativa di alcuni degli spettacoli più amati e celebrati di Broadway, Sondheim era dotato di una profonda libertà intellettuale e di un’intelligenza vivace, credeva sinceramente nell'esigenza di donare e aiutare: memore del sostegno e dell’aiuto ricevuto da Hammerstein, era diventato il mentore di Jonathan Larson, l'autore di Rent, dove viene citato in una canzone, “La vie Boheme”, insieme a Susan Sontag, come uno dei punti di riferimento fondamentali di New York.
Nel 2010 Sondheim dichiarò: "Sono interessato al teatro perché sono interessato alla comunicazione con il pubblico. […] Amo il teatro tanto quanto la musica, e l'idea di raggiungere il pubblico e farli ridere, farli piangere, solo farli sentire, è fondamentale per me”.

Tra gli innumerevoli messaggi di cordoglio sui social da parte di amici, colleghi e fan, Barbra Streisand ha scritto su Twitter: "Grazie al Signore Sondheim ha vissuto fino a 91 anni, così ha avuto il tempo di scrivere musica e testi meravigliosi. Possa riposare in pace".

Broadway non è stata più la stessa dopo il suo arrivo, e non sarà più la stessa dopo la sua scomparsa.
Grazie Mr. Sondheim!

Valentina Scocca

  Redattore

Laureata in Scienze della Comunicazione, con specializzazione in Discipline Teatrali, Facoltà di Lettere e Filosofia, presso l’Università degli St...

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