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Teatro

SPECIALE RFF 2014: 'Kaleido' o delle buone intenzioni rimaste tali

SPECIALE RFF 2014: 'Kaleido' o delle buone intenzioni rimaste tali

Kaleido Il circo delle donne paga l'ambizione di presentarsi come uno spettacolo di teatro civile sul tema della violenza di genere.

L'idea di portare sulla scena dei personaggi femminili che ripercorrono la lunga galleria dei cliché che la nostra cultura ha costruito, negli ultimi vent’anni,  come si legge nel programma di sala, interessante sulla carta, si riduce a una serie di situazioni appena abbozzate, dove emerge più il biografiamo dei personaggi femminili che la denuncia della ferocia della società patriarcale della quale quei personaggi dovrebbero essere le vittime. 

I cliché presi in considerazione non vengono minimamente messi in discussione il testo limitandosi a costituire un regesto di ruoli femminili che, nella loro messinscena acritica, vengono in qualche modo confermati. 

Il circo dove queste donne sono presentate come tante "attrazioni", nel quale i cliché dovrebbero essere decostruiti facendone emergere lo sfruttamento femminile, la misoginia e i pregiudizi patriarcali in loro sottesi e diffusi nella nostra società, finisce per sortire l'effetto contrario, complice l'idea infelice, di regia prima ancora che di drammaturgia, di far rimanere in scena sempre un personaggio maschile.

Sia questi l'imbonitore che presenta questa o quella donna, siano gli altri due personaggi maschili del testo, un Maharaja sciupafemmine e un uomo che si mette con una prostituta finendo con l'ucciderla per redimersi  i personaggi femminili dello spettacolo si raccontano sempre a un maschio, svuotando di valore testimoniale il  loro racconto il cui senso sembra derivare dall'autorità del personaggio maschile che le sta ad ascoltare. Questi personaggi femminili rimangono, loro malgrado, a uso e consumo dei personaggi maschili in scena che costituiscono gli unici e "veri" protagonisti dello spettacolo.

Partendo da uno spettacolo di denuncia ci si trova dinanzi l'elenco, fatto senza vanto, dello scempio fatto a vario titolo dagli uomini, sulle, e contro, le donne.

Troppo poco per farne un "teatro civile" che è altra cosa.

La recitazione dei vari e varie interpreti non supera il livello di un buon laboratorio teatrale (nessuno e nessuna in scena è capace di prendersi una luce, una; gli ingressi e le uscite sul palco sono rumorosissime, amplificate dai microfoni; dizione e intenzione sono approssimate, etc.)  con l'eccezione dell'accompagnamento musicale alle tastiere di Alberto Grosso che regge praticamente da solo le sorti dell'intero spettacolo che lascia altrimenti molto a desiderare.

 

Roma Fringe festival 2014 Kaleido il circo delle donne

Alessandro Paesano

  EX-REDATTORE di ROMA

Di origini siciliane, ma nato e cresciuto a Roma, Alessandro Paesano arriva alla critica teatrale (su Cinema d'Essai), e cinematografica (su Film) neg...

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