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Teatro

Speciale Parola e Gesto 2009: quarta serata

Speciale Parola e Gesto 2009: quarta serata
Il teatro non è solo interpretazione di un testo scelto tra altri mille per intuito, bellezza o notorietà, il teatro è un dono, condivisione di un’emozione e coinvolgimento dello spettatore in una realtà “altra”. Questa sera, ultima serata di selezioni, abbiamo avuto la possibilità di fare nostre le parole, i gesti, i testi e di conoscere nel profondo alcuni dei personaggi che le attrici hanno portato in scena. TERRY PATERNOSTER (“La favola di Amore e Psiche”; Premio giuria dei giovani; punti 34/70) La messa in scena del mito non è una scelta facile né immediata, la poliedricità dei personaggi unitamente al linguaggio utilizzato, fanno sì che spesso questo genere non trovi sufficiente spazio nelle interpretazioni teatrali. Terry Paternoster è riuscita, con la sua interpretazione, a dare vita a un vero spettacolo che ha preso forma gradualmente sul palco e nello spazio immaginativo del pubblico. Tutti i personaggi sono stati interpretati con una netta differenziazione caratteriale grazie a un eccellente utilizzo della voce e della corporeità. I continui passaggi dal tono drammatico al sarcastico all’ilare, hanno creato un ritmo vivace, ben tenuto per l’intera durata del monologo. Ottima anche la scelta degli elementi scenografici e musicali. L’essenzialità a teatro, spesso, premia. LAURA POZONE (“La signora delle lettere”; Premio del pubblico; punti 32/40) Una donna impaurita, sola, chiusa in un mondo di monotonia e regolarità; “La signora delle lettere” personaggio complesso e banale al tempo stesso, potrebbe essere definita a giusto titolo “la signora dei sospetti” . Laura Pozone ha scelto di confrontarsi con questo personaggio di Alan Betten, di difficile connotazione e definizione, è riuscita tuttavia a interpretare la “superficiale e parolaia” Irene con grande efficacia scenica e emozionale, vincendo la sua sfida. Dietro l’apparenza di donna rigida, il pubblico ha colto la reale disperazione “umana” del personaggio che per alcuni minuti è stato “persona”. ELISA PORCIATTI (“La Parrucca”; punti 28) Arriva sul palco questa donna/personaggio disordinata e scoordinata, i capelli fuori posto, lo sguardo smarrito, arriva questa donna e riempie la scena. Dote rara. “Merito del personaggio o dell’attrice? “ Vien da chiedersi. Merito dell’attrice, credo, dote naturale che su certi personaggi ha l’effetto di renderli vicini, reali, sinceramente umani e vivi al punto che non sai dove finisce la donna e inizia l’attrice. Elisa Porcaro con la sua “Parrucca”, mi ha trasmesso questo senso di realtà intenso e coinvolgente, che a teatro è quasi sempre frutto di una profonda sintonizzazione col personaggio. Questa sera si sono susseguite sul palco diverse attrice talentuose e capaci, a loro sono andati i giusti riconoscimenti e applausi, ma abbiamo anche visto “attrici in corso” che forse avrebbero dovuto fare ancora qualche passo prima di arrivare in scena, a loro va l’incentivo a continuare a formarsi. Il palcoscenico, si sa, è un non luogo aperto a tutti, eppure bisogna averne rispetto, tutti possono cimentarsi nel raccontare qualcosa a un pubblico attento o meno che sia, ma non tutti possono scegliere il palcoscenico o in generale il teatro come mezzo per farlo.

Loredana Borrelli

  Redattore

"Storica penna" di teatro.it e psicologa. Da sempre intenta a coniugare queste due grandi passioni. Fa parte per 5 anni della Compagnia Teatrale G...

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