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Teatro

Short Theatre. Il festival della voce e dell'ascolto

La XVI edizione del festival romano, intitolata 'The Voice this Time', nuova vita agli spazi urbani capitolini abbattendo le barriere tra i diversi linguaggi internazionali.

Short Theatre-catalogo 2021
Short Theatre-catalogo 2021

La XVI edizione di Short Theatre, il festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea e alle performing arts, da nuova voce alla città di Roma e ai numerosi artisti internazionali che vi prenderanno parte dal 3 al 13 settembre. 

I palcoscenici urbani che ospiteranno la ricca programmazione del festival, presentata durante la conferenza stampa di mercoledì scorso nella meravigliosa cornice della Reale Accademia di Spagna, saranno WEGIL e La Pelanda – Mattatoio di Roma, il Teatro Argentina, il Teatro India, il Teatro del Lido di Ostia e altri disseminati per la città, in risonanza con le realtà attive nel tessuto sociale e culturale cittadino.

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Un programma dal tessuto 'connettivo'

Come ha affermato la Direttrice artistica del festival Piersandra Di Matteo "Short Theatre è oggi una istituzione culturale riconosciuta a livello internazionale, un festival di arti performative che ha saputo essere bacino per la creazione di nuovi linguaggi della scena, coltivando un nesso esclusivo tra arte attivismo. La nuova edizione non può dunque che manifestarsi in continuum con questo orizzonte: si tratta di puntare sulla tessitura relazionale centrata sul qui e ora dell’esperienza tra i corpi – umani e non umani, coltivare inediti contesti di interazione con socialità resistenti in convergenza con realtà che operano culturalmente e socialmente nelle città. L’effervescenza temporanea del festival è forza che traina la costruzione di un ambiente, desideroso di decostruire le barriere che tengono i soggetti divisi o sottomessi a logiche di subalternità attraverso l’esercizio di pratiche immaginative situate e trasversali”. 

François Chaignaud - Ph Ilaria Scarpa


La programmazione 2021 è rivolta all'incontro tra diversi linguaggi e voci artistiche di varia matrice. Così la forma operistica incontra l’epica africana, la poesia Romantica si confronta con la militanza ambientalista, la decostruzione dell’immaginario maschilista del rap, le danze di resistenza e autodeterminazione, le cartografie corporee, gli spazi hackerati e le disseminazioni urbane. 

La coreografa cileno-messicana Amanda Piña e l’afroamericana Nora Chipaumire, la cantante lirica svedese di origini etiope Sofia Jernberg, l’eclettico e radicale artista francese François Chaignaud e il performer e regista coreano Jaha Koo, la scrittrice femminista di origini marocchine Wissal Houbabi e la diva apolide Lafandawh, la compagnia Motus e il collettivo Kinkaleri sono alcuni dei nomi di punta che segneranno dieci giorni di musica, teatro, danza, performance e installazioni, dj set, incontri e progetti di arte pubblica.

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Una nuova 'voce'

Il titolo di questa edizione 2021 è The Voice This Time. Si tratta di un ovvio riferimento alla voce, alla comunicazione, quindi, all'ascolto e all'interazione. Eco vocali, falde sonore sotterranee, fremiti fantasmatici, frequenze interdette dal discorso maggiore, parole poetiche, atti di creolizzazione, ritmi e tuoni che sappiano invocare zone di attesa, di non ancora, di vibrazione tra i corpi: un continuo contrappunto fra udibile e visibile in grado di generare un ambiente che riverberi nel legame tra poesia, vocalità, suono. 

Amanda Piña - Ph Patrick Van Vlerken


Questo è il risultato un percorso pluriennale di ricerca sulle questioni dei formati espressivi, sul rapporto con lo spazio pubblico, sulle stratificazioni culturali prodotte dalla Storia, sui processi di decolonizzazione delle arti e degli immaginari, e sulle identità di genere. Così il festival lascia spazio a nuove visioni e nuove voci.

 

Roberta Leo

  Redattore

Roberta Leo, laureata &nbsp;presso l'Accademia Nazionale di Danza di Roma in Didattica delle Discipline Coreutiche - Indirizzo Danza Classica, è già...

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