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Teatro

Roma Fringe Fest 2015 'Point of View' una commedia maschilista?

Un racconto sui rapporti amorosi tra uomo e donna che insiste su certe nevrosi femminili facendo del personaggio maschile una vittima del "femminino" tradendo un maschilismo sotterraneo.

Roma Fringe Fest 2015 'Point of View' una commedia maschilista?

Point of view è uno spettacolo ambizioso sia nella drammaturgia che nella regia dai rapidi tempi di esecuzione. La struttura narrativa ad analessi (i flashback lasciamoli al cinema...) propone al pubblico un mistero narrativo da decifrare: perché una donna ne insegue un'altra mentre una terza compare dal nulla e una quarta citofona a un uomo che risponde imbarazzato? Tornando ciclicamente a quel momento di rivelazione lo spettacolo indaga i trascorsi dei suoi personaggi costruendo un intreccio credibile (nel registro della commedia brillante), non banale e che non calca troppo sui cliché (pur impiegandoli).

Lo spettacolo ha il pregio di una certa leggerezza nell'esecuzione (e di una interpretazione precisa e con poche sbavature) ma non riesce davvero a scalfire la superficie dei cliché che cerca di mettere in discussione o dai quali crede di imbastire un discorso altro. Il personaggio più riuscito è quello di Aurora, l'amica libertina e anaffettiva molto più equilibrato di Bianca, donna uterina, pignola, insicura, e soprattutto di Simona la cui natura psicotica non ha una origine chiara e serve solo a mandare avanti l'intreccio fino al colpo di scena finale.

Indovinato il personaggio della psicologa messo alla berlina senza calcare troppo sugli stereotipi (grazie anche alla preziosa interpretazione di Giulia Ricciardi). Il finale improvviso viene gettato sulla scena con poca cura, concludendo la piéce in maniera brusca, senza lasciare il tempo al pubblico di riflettere su quanto accaduto. In questo bilancio dei rapporti - amorosi- tra uomo donna si insiste troppo su certe nevrosi femminili che si fanno alibi per il personaggio maschile che, nel testo, è vittima del femminino numinoso lasciando trasparire un maschilismo di fondo,  sottile ma consistente.

Il testo sottolinea come il personaggio maschile sia "vittima delle donne" (tutte le donne che si rammaricano di non essergli state vicine come avrebbero dovuto) rischiando di connotarsi come uno spettacolo controfemminista che affronta un argomento serio come la violenza delle donne sugli uomini, che pure esiste, senza preoccuparsi, così facendo, di offuscare incautamente la violenza purtroppo ben più diffusa degli uomini sulle donne di cui sono piene le pagine della nostra cronaca.

Alessandro Paesano

  EX-REDATTORE di ROMA

Di origini siciliane, ma nato e cresciuto a Roma, Alessandro Paesano arriva alla critica teatrale (su Cinema d'Essai), e cinematografica (su Film) neg...

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