Teatro

Quando il leader politico è un attore e la piazza diventa un teatro

Presentazione dell' incontro "Il capo e la folla - la genesi della democrazia recitativa" al Teatro Carignano di Torino.

Quando il leader politico è un attore e la piazza diventa un teatro

Perché il popolo tedesco seguì fino alla fine un uomo che proclamava la superiorità della Germania, ma era austriaco?
Perché il popolo francese seguì fino alla fine un uomo che proclamava la grandezza della Francia, ma era corso?
Perché il popolo italiano seguì ( quasi fino alla fine, ma per il popolo italiano è già tanto così ) un uomo che fondò il fascismo, ma fino a 5 anni prima era stato un socialista rivoluzionario?
Sono tre uomini che ammaliarono le folle non solo con i loro discorsi, ma anche e, forse, soprattutto con la loro fisicità.
Eppure erano tutti e tre dotati di un fisico tutt'altro che scultoreo, Hitler era lontano dal prototipo del nibelungo alto e biondo, Napoleone era basso di statura, Mussolini era basso e tarchiato.

 

Ma tre popoli con alle spalle secoli di arte, di scienza e di cultura li seguirono. Anche con le grandi democrazie è avvenuto qualcosa di simile.
Quando John Kennedy surclassò Nixon nel dibattito televisivo del 1960 il popolo guardò Nixon e vide l'America com'era, poi guardò Kennedy e vide come avrebbe voluto essere. Forse fu lo sguardo, forse il gesto, forse la voce. Chi può dirlo?

 

Di sicuro un elemento accomunò personaggi così diversi: il teatro e la teatralità della comunicazione. Ognuno di loro comprese quanto fosse essenziale non solo il contenuto del messaggio, ma anche il modo in cui veniva trasmesso.
Curarono le espressioni, la postura, le pause, i toni. Analizzarono anche nei più piccoli dettagli la reazione che ogni loro espressione avrebbe prodotto. Fecero diventare le piazze degli immensi teatri nei quali, da veri mattatori, crearono un legame fisico con il loro pubblico. Per questo non furono solo uomini politici, ma portarono interi popoli ad identificarsi in loro, in alcuni casi seguendoli fino in fondo in un tragico destino, in altri facendone un mito, passato indenne attraverso il tempo.

 

Se ne parlerà al teatro Carignano il 4 dicembre 2016, alle 11.00 con l'incontro "Il capo e la folla - la genesi della democrazia recitativa", che si inserisce nel ciclo di incontri promosso da Editori Laterza, teatro Stabile di Torino- Teatro nazionale, Il Circolo dei lettori e La Stampa, nel ciclo " Lezioni di storia".

 

A seguire, il 18 dicembre, sempre alle ore 11.00, l'incontro "Augusto e il Califfo", nel quale si ripercorreranno le analogie tra i rapporti che intercorsero tra Oriente ed Occidente al tempo dell'Impero romano rispetto alla situazione attuale, che ha visto un risveglio del mondo islamico della sponda sud del Mediterraneo dopo oltre 5 secoli di torpore.
Si affronteranno temi complessi ed affascinanti, inerenti le diversità e le similitudini tra il declino dell'Impero romano e il declino del pensiero occidentale. Nel tentativo di capire, di riflettere e, se possibile, di non ripetere gli stessi errori.

 

Federico Serretta

  Redattore

"La vita la si vive o la si scrive" recitava Luigi Pirandello, circa un secolo fa. Il teatro è forse l'unico luogo in cui sia concesso fare...

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