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Teatro

Presentato il cartellone del Ravenna Festival 2016

Tutte le novità del Ravenna Festival 2016, quest'anno dedicato al grande leader sudafricano Nelson Mandela: decine di appuntamenti da non perdere, distribuiti da maggio ad ottobre.

Presentato il cartellone del Ravenna Festival 2016

«Ho camminato sulla lunga strada per la libertà»: sotto l'egida di queste memorabili parole di Nelson Mandela, il grande leader sudafricano al quale è dedicato, dal 13 maggio a 13 luglio - date che racchiudono anche il primo e l'ultimo degli “Appuntamenti danteschi” negli Antichi Chiostri francescani -  si svolgerà il Ravenna Festival 2016. Due mesi saturi di appuntamenti musicali,  teatrali e culturali d'ogni sorta: anche se quest'anno il festival, in effetti, vedrà tenersi i suoi due primi eventi musicali il 28 e 29 maggio non nella città dei mosaici, bensì nella non lontana Forlì. Qui infatti si potranno godere le esibizioni del celebre gruppo corale sudafricano Ladysmith Black Mambazo, nella chiesa di San Giacomo, e del pianista Stefano Bollani al Teatro Diego Fabbri. D'altro canto, la tendenza di coinvolgere nel turbine delle manifestazioni del Ravenna Festival anche alcuni centri vicini (come quest'anno Forlì, appunto, Russi e Comacchio) è per il Ravenna Festival una prassi consolidata da tempo.

Epicentri ideali della manifestazione ravennate edizione 2016 si potrebbero considerare la Mandela Trilogy, opera in tre atti ispirata alla vita del grande leader sudafricano (musiche di Peter Luis Van Djik e Mike Campbell, libretto di Michael Williams) che verrà presentata per la prima volta in Italia dalla Cape Town Opera, al Teatro Alighieri ai primi di giugno, ed a metà mese il concerto For Mandela alla Rocca Brancaleone, con la MiniAfric Orchestra (guest stars Louis Moholo-Moholo e Keth & Julie Tippet); ma di notevole attrattiva – tra le proposte del festival - appaiono pure le esibizioni della Budapest Orchestra con Ivan Fischer e della Mahler Chamber Orchestra con Daniel Harding, ed i tre concerti dell'Orchestra Cherubini con Riccardo Muti (4 giugno, 3 e 5 luglio); oltre ovviamente ai tanti appuntamenti da camera o solistici (come quelli di Mitsuko Uchida, Giovanni Sollima,  Mario Brunello, dei Quartetti Klimt e Lyskamm, de La Magnifica Comunità).

La danza sarà invece presente con le performances del Gruppo Nanou (Xebeche, coreografia di Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci), della Twyla Tharp Dance, con Micha Von Hoecke e i suoi danzatori (Chanteuse de rue, Omaggio a Edith Piaf e Jean Cocteau), con lo Stabat Mater di Soqquadro Italiano, con Svetlana Zakharova, Mikhail Lobukhin ed altre étoiles del Bolshoi di Mosca, con la Betsheva Dance Company e l'Alonzo King_Lines Ballet: un cartellone pure questo molto denso e variato, senza dubbio.

In realtà, anche se il Festival si chiude a metà luglio al Palazzo De André con una esibizione della Hamburg Philarmonic diretta da Kant Nagano, l'11 di luglio, e poi con una esibizione della grande Joan Baez due giorni dopo, la festa non finisce: perchè ai primi di agosto, per il secondo anno consecutivo, Riccardo Muti ritorna a Ravenna con l'Italian Opera Academy – masters per cantanti e direttori ad inizio carriera, da lui guidati – presentando al Teatro Alighieri con i ragazzi della 'sua' Cherubini, una selezione de La traviata di Verdi (3 agosto), ed un Gala avente per protagonisti non solo i cantanti, ma anche le giovani bacchette da lui selezionate (5 agosto).

L'ormai consueta Trilogia d'Autunno, intitolata “Lungo il Danubio”, che quest'anno vedrà dal 14 al 20 ottobre Ravenna trasformarsi in una città mitteleuropea grazie alle rappresentazioni di tre celebri operette in lingua originale: Gräfin Maritza (La contessa Maritza) di Kálmán, Die Fledermaus (Il pipistrello) di Strauss, Die Lustige Witwe (La vedova allegra) di Lehár, consegnati dai complessi artistici ungheresi del Teatro d'operetta di Budapest, del Teatro Csokonal di Debrecen e del Teatro Szigligeti di Sznolok. Dulcis in fundo, in quegli stessi giorni Ravenna sarà invasa da atmosfere zingaresche, con esibizioni di gruppi caratteristici sparse per la città, ed un concerto conclusivo all'Alighieri offerto da un'orchestra di ben cento violini zigani.

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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