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Teatro

Pieno successo per il Concorso Audi Mozart! di Rovereto

L'ottavo concorso internazionale Audi Mozart!, dedicato a giovani esecutori di strumenti a fiato ed alle composizioni mozartiane, ha laureato in questa edizione 2016 quattro solisti di eccezionale talento.

Pieno successo per il Concorso Audi Mozart! di Rovereto

Con un meritato posto tra i più importanti concorsi musicali europei (ma oramai, si può tranquillamente dire, con un buon posto anche tra quelli di livello internazionale) l'Audi Mozart! che si tiene con cadenza biennale a Rovereto - e siamo ormai all'ottava sua edizione -  possiede invero due singolari peculiarità. La prima, quella di essere dedicato esclusivamente ad esecuzioni di musiche mozartiane. La seconda, quella di chiamare in competizione, da ogni parte del mondo, giovani esecutori di strumenti a fiato. Flauto, clarinetto, oboe, corno e fagotto, per la precisione, vale a dire gli strumenti beneficiati da celebri composizioni virtuosistiche del grande Salisburghese. Due caratteristiche chiarite subito dal fatto che l'ente promotore dell'evento è l'Associazione Mozart Italia di Rovereto, la stessa che da 25 anni organizza qui a settembre la Settimana Mozartiana, e che ha quale scopo fondamentale la diffusione dell'amore per la poetica musicale del Salisburghese (e non solo di quella, ovviamente); e che ha generato nel nostro Bel Paese molte altre cellule attive, grazie soprattutto all'instancabile operato del suo presidente Arnaldo Volani.

Ben due sono state le settimane richieste dal ciclo delle audizioni preliminari prima, e da quello delle selezioni finali poi, che hanno visto l'autorevole giuria (composta da Marcello Abbado in veste di presidente, dal direttore Giancarlo Guarino, e da specialisti quali Peter Lukas Graf, Viola Wilmsen, Nilo Caracristi, Dimitri Ashkenazy e Stefano Canuti) procedere al vaglio attento di un centinaio di concorrenti provenienti da tutto il mondo; ma alla fine sono emersi i nomi dei quattro talentuosi vincitori del concorso AudiMozart! 2016. Sono tre italiani ed una coreana, e cioè il romano Andrea Cellacchi (nato nel 1997) per il fagotto, Kim Seulgi (classe 1994) per l'oboe, la giovanissima Bianca Maria Fiorito (anch'essa romana, ha appena 17 anni) per il flauto, ed infine il cuneense Matteo Travaglia (classe 1988) per il clarinetto. Manca all'appello il corno: la giuria ha ritenuto infatti di non poter assegnare, in quest'edizione, il primo premio per tale strumento.

A conclusione della manifestazione, la sera di sabato 28 maggio i vincitori dell'Audi Mozart! 2016 sono stati presentati al pubblico in un Concerto di Gala ospitato nel Teatro Zandonai, gioiello storico recentemente restituito alla città trentina dopo un accurato restauro, e presentato in maniera abbastanza informale, ma nondimeno simpatica, da Dimitri Ashkenazy. Dopo i saluti del presidente Volani e delle autorità presenti, i quattro giovani musicisti - accompagnati dall'Orchestra Haydn di Bolzano e Trento guidata da Marco Mandolini, presente in veste di primo violino ed ottimo concertatore - hanno eseguito i concerti composti da Mozart per il loro strumento. Inutile dire che si sono mossi tutti con indubitabile bravura – in questi contesti le graduatorie sono fuori posto -  circostanza che ben dimostra a quale altissimo livello qualitativo sia ormai giunta la competizione roveretana; ma pure con quella piccola dose di giovanile nonchalance che in questi contesti non guasta.
Seulgi Kim ha aperto la serata con il brillante Concerto per oboe in do maggiore K 271, composizione dedicata da Mozart a Giuseppe Ferlandis, oboista alla corte di Salisburgo; Andrea Cellacchi ha poi affrontato il Concerto per fagotto in si bemolle maggiore K 191, l'unico sopravvissuto dei tre composti nel 1775 per il barone monacense Von Dürnitz; Bianca Mario Fiorito ha quindi eseguito con ammirevole intonazione il più noto Concerto per flauto K 314,  trascrizione nella luminosa tonalità di re maggiore di quello per oboe K 271; e per finire Matteo Tartaglia si è cimentato con disinvolura nell'impegnativo Concerto per clarinetto in la maggiore K 622, preziosa gemma strumentale che si colloca tra le estreme testimonianze del genio mozartiano.

Teatro affollato, forse però non quanto la serata avrebbe meritato, a causa di una concomitante  manifestazione cittadina - la Notte Verde dedicata all'ambiente. Nondimeno, abbiamo visto un pubblico evidentemente soddisfatto e plaudente. Per chi voglia godersi per intero il concerto e la maturità tecnica di questi giovani interpreti, lo trova al link https://www.youtube.com/watch?v=nqgs_TnBDws

Ci rivediamo all'Audi Mozart! 2018, dunque. 

Gilberto Mion

  Redattore

Studi ad indirizzo classico. Già collaboratore del quotidiano Il Gazzettino, della rivista Pagine Venete e di altre testate regionali, ha&n...

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