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Teatro

Parma: Il Teatro Festival si è fatto in due

Parma: Il Teatro Festival si è fatto in due
Presentata ieri mattina l'edizione 2004 della manifestazione internazionale organizzata a Teatro Due Sarà il Teatro Farnese ad ospitare l'iniziativa dedicata alla Poesia Alla ventiduesima edizione il Teatro Festival Parma _ erede del lontano ma mai dimenticato Festival del Teatro Universitario che tanti fermenti seminò negli anni '60 _ trova il coraggio e la forza di sorprendere tutti e aggiunge una nuova rotta da affiancare a quella tradizionale e consolidata: al Meeting europeo dell'attore si affianca infatti il primo Teatro Festival Poesia, con partecipazioni di grande prestigio (vedi biografie pubblicate in questa stessa pagina), destinato, secondo gli auspici degli organizzatori, a divenire un punto di riferimento internazionale per la poesia, come Mantova e Modena lo sono rispettivamente per la Letteratura e la Filosofia. «Non per scimiottare Mantova e Modena _ ha precisato però il sindaco Ubaldi dopo i saluti di rito alla conferenza stampa tenuta ieri mattina in Municipio d'intesa con il ReggioParma Festival _ ma per rinsaldare legami lontani, per ritrovare le radici che avevano dato frutti come il Premio Scovenna. Parma vuole costruire strutture stabili attorno alla poesia, con iniziative che rinnovino anche il piacere della lettura e dell'interpretazione nei luoghi più adatti. Spero che questo nuovo Festival possa diventare un altro evento in grado di far crescere culturalmente, e forse anche spiritualmente, la città». A proposito di radici, l'assessore Stefano Spagnoli ha giustamente ricordato anche i laboratori e l'attività di «Stanze aperte - ParmaPoesia» che hanno portato nella nostra città personalità di primissimo piano quali, per fare due esempi, Mario Luzi (che sarà, se le condizioni di salute glielo consentiranno, la voce italiana del Festival di poesia) e Edoardo Sanguineti. «Tutto questo contribuisce _ ha aggiunto, lanciando un'idea che è subito piaciuta _ a creare una Primavera parmigiana culturale sulla quale vale la pena investire con continuità». E' stato poi chiamato in causa Carlo Latini, da poco nominato dal ministro Urbani presidente del ReggioParma Festival. «Incarico _ ha detto _ che ho accettato con qualche preoccupazione perché non conosco bene questo territorio. Ma devo dire che ho trovato persone schiette, aperte, disponibili al dialogo e risorse istituzionali di grande progettualità e qualità». Il ReggioParma verrà inaugurato ufficialmente il 27 aprile con un concerto in prima nazionale diretto da Pierre Boulez, ma l'impronta che Latini intende dare alla manifestazione la si potrà verificare solo a partire dal 2005. Il presidente ha concluso il suo intervento invitando tutti i presenti a collaborare: «Diamoci degli obiettivi e cominciamo a lavorare per raggiungerli». La novità della poesia ha logicamente fatto la parte del leone, anche perché, come ha poi sottolineato Giorgio Gennari, «anima» del Teatro Festival Parma, le due manifestazioni saranno strettamente collegate e la prosa renderà omaggio alla «sorella» aprendo il Meeting con il Cantico dei cantici, work in progress firmato Nekrosius, la lettura di alcuni Sonetti di Shakespeare (a cura di Fiona Shaw), la scrittura scenica di Franco Però Chi mai vorrà comprare le mie nuvole, riflessione su come la poesia stia scomparendo dalla nostra vita quotidiana. Per tracciare le linee guida del Teatro Festival Poesia è dunque intervenuto Nicola Crocetti che ha curato il progetto ed è direttore ed editore del mensile Poesia. «Cenerentola delle arti benché sia la più frequentata nel mondo, la poesia aveva bisogno di un atto di intelligenza e coraggio come questo che sarà, nonostante i tempi stretti e mezzi finanziari abbastanza ridotti, un evento di portata internazionale, di grande respiro, improntato all'eccellenza, con ospiti che sono il meglio del meglio. C'è un premio Nobel e ci sono voci che forse oggi dicono poco al grande pubblico ma che, ne sono sicuro, sorprenderanno». Da festival meramente teatrale il TFP si avvia dunque a divenire, senza per questo dimenticare o negare la sua natura e le sue origini, un laboratorio internazionale delle arti. «Che attirerà le intelligenze capaci di produrre fatti nuovi» ha auspicato Giorgio Gennari ricordando poi che la base sociale della manifestazione è stata allargata a livello internazionale e che la sarà ulteriormente con l'apertura a soci onorari con i quali «costruire collaborazioni e dialettica sempre più ampie». Bella l'idea della Primavera parmigiana, ha aggiunto, ma «per sostenere davvero la cultura occorre coinvolgere anche i privati, imprese e cittadini, e per questo la classe politica dovrebbe consentire la detassazione degli investimenti culturali. In caso contrario si rischia seriamente l'asfissia». Tracciate le linee essenziali del programma (pubblicato qui a fianco), Gennari ha giustamente ricordato che Teatro Due _ sede di tutti gli spettacoli ad eccezione di quelli di poesia che godranno della cornice straordinaria del Teatro Farnese _ ora dispone di una serie di spazi che si prestano ad ospitare anche laboratori, feste, installazioni. Sul terrazzo, ad esempio, verrà allestito un giardino shakespeariano con paesaggi che evocheranno Amleto e La tempesta, Come vi piace, il Sogno di mezza estate e Macbeth. Buona passeggiata!

La Redazione di Teatro.it

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